La maledizione di Karius

L’ex portiere del Liverpool perseguitato dal ricordo della nottataccia di Kiev!
19.10.2020 13:38 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Karius
Karius

È passato alla storia per le papere che sono costate la Champions al Liverpool e il ricordo di quella tragica serata torna puntualmente a perseguitarlo: l’incubo di Loris Karius sembra davvero senza fine…

Che noia!

A distanza di due anni dalla nottataccia di Kiev, non c’è pace per Karius: difficile dimenticare i plateali errori del portiere tedesco in quella finale di Champions, ma lui si lascia scivolare addosso le critiche:

Si parla ancora di quanto accaduto due anni fa. Da allora ho giocato 60 partite. Gli unici che vogliono parlarne sono i giornalisti. Per me è stato dimenticato da tempo e ora è noioso. Sono qui per fare del mio meglio. Non posso cambiare il passato, però posso convincere tutti del mio valore. Sono mancato per un po’ di tempo dalla Germania e sembra che tutti si siano dimenticati di chi sia.

Pallone e cuore

Archiviata l’infelice parentesi turca, Karius torna in Patria, una scelta professionale, ma non solo:

Abbiamo ottime prospettive. La squadra ha diversi elementi di valore. Conoscevo bene la città, ambientarmi non sarà certo un problema. Ho trovato un bel gruppo, molto amalgamato anche con la società. La priorità è evitare la retrocessione ed è alla nostra portata. Non scelgo la destinazione in base alla vita privata. Sono un professionista. Quando smetterò potrò andare a vivere dove voglio. Sono venuto qui con l’idea di giocare. Adesso parto alla pari con Luthe, abbiamo un buon rapporto, poi toccherà all’allenatore scegliere chi andrà in campo.

Bye bye, Liverpool!

Ripartire da un club con ambizioni più modeste come l’Union Berlino ha rappresentato la scelta più logica per Karius, che al Liverpool difficilmente avrebbe trovato spazio:

In Inghilterra non avrei avuto spazio. Klopp è stato giusto e onesto con me. Abbiamo avuto un colloquio sereno e anche lui era d’accordo con l’idea di trovarmi una squadra dove potessi dimostrare di essere un buon portiere. Non avrebbe avuto senso restare ad Anfield per scaldare la panchina. Non avevo prospettive. Con l’Union invece ho stimoli e possibilità. E tutto questo mi esalta. Ho una esperienza che, nel bene e nel male, non tutti possono vantare e credo che alcuni episodi siano stati valutati troppo negativamente.