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John Elkann e la nuova sfida Juve: 250 milioni per rafforzare il futuro
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John Elkann torna al centro della strategia finanziaria della Juventus con una nuova operazione destinata a incidere sul futuro del club.
Elkann, Exor rilancia e mette sul tavolo altri 250 milioni
Exor ha infatti proposto una delega per un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro. Una cifra importante, che si aggiunge agli investimenti effettuati negli anni dalla holding della famiglia Agnelli e che conferma quanto la Juventus continui a rappresentare un asset strategico all’interno del gruppo. La decisione è arrivata durante il Consiglio d’Amministrazione bianconero, che ha affrontato contemporaneamente i numeri dell’esercizio 2025/2026 e le prospettive economiche dei prossimi anni.
L’obiettivo dichiarato non riguarda soltanto la copertura delle perdite. Le risorse potranno sostenere il rafforzamento patrimoniale, la competitività sportiva, lo sviluppo degli immobili strategici, la valorizzazione del marchio e nuovi investimenti.
Tra gli interventi possibili compare anche l’Allianz Stadium, considerato uno degli asset più importanti dell’intero progetto Juventus e per Elkann.
Un investimento che parte già da 60 milioni
La cifra massima prevista dalla delega è di 250 milioni, ma Exor ha già compiuto il primo passo. La holding ha confermato infatti un versamento di 60 milioni in conto futuro aumento di capitale. Una scelta che rappresenta un segnale concreto rispetto alle intenzioni della proprietà.
Exor ha accompagnato il versamento con una dichiarazione precisa, definendolo «a ulteriore conferma del suo impegno di lungo termine nei confronti di Juventus e della fiducia nel valore intrinseco del club».
Non si tratta, quindi, di un intervento pensato esclusivamente per affrontare l’emergenza del momento. La prospettiva è più ampia e comprende anche la possibilità di finanziare nuovi progetti, compresi quelli legati alla Continassa e alle strutture che gravitano attorno al mondo bianconero.
Dal 2007 a oggi, gli aumenti di capitale sottoscritti da Exor hanno raggiunto complessivamente circa 1,5 miliardi di euro. Numeri che spiegano la dimensione dell’impegno economico sostenuto dalla proprietà nel corso degli anni.
I conti chiudono ancora in rosso
Sul piano strettamente economico, il bilancio dell’esercizio 2025/2026 si è chiuso con una perdita di 66 milioni di euro. Il risultato viene considerato dal club coerente con le previsioni, anche se il rosso è superiore ai 58,1 milioni registrati nell’esercizio precedente.
Il quadro, però, presenta anche alcuni elementi di miglioramento. I costi operativi sono diminuiti di 42 milioni di euro, mentre gli investimenti non sono stati sacrificati. La Juventus continua infatti a considerare la competitività sportiva una priorità e, di conseguenza, non intende procedere attraverso un semplice ridimensionamento delle risorse destinate alla squadra.
Anche sul fronte commerciale arrivano segnali interessanti. I ricavi derivanti dalle sponsorizzazioni sono tornati oltre quota 120 milioni, mentre la struttura del debito è stata resa più equilibrata attraverso l’emissione di un bond da 150 milioni con scadenza a dodici anni.
Il club ha inoltre posto l’accento sul valore complessivo del proprio patrimonio. Non vengono considerati soltanto i numeri riportati nei documenti contabili, ma anche gli asset immobiliari che fanno parte dell’universo bianconero.
Il valore della Juventus va oltre i numeri del bilancio
Allianz Stadium, J Medical, J Hotel, Continassa, Juventus Training Center, Allianz Training Center Vinovo e Juventus Creator Lab rappresentano un patrimonio strutturale che contribuisce alla valutazione complessiva della società.
Lo stesso ragionamento viene applicato alla rosa. I diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori risultano iscritti a bilancio per 304 milioni di euro, rispetto ai 323,5 milioni del 30 giugno 2025. La Juventus sottolinea tuttavia “che il potenziale valore di mercato della rosa è significativamente superiore al valore contabile“.
È un elemento importante quando si prova a fotografare la reale consistenza economica del club. C’è poi una variabile destinata ad avere un peso enorme nei prossimi bilanci: la Champions League. La partecipazione alla principale competizione europea rappresenta infatti una componente fondamentale delle previsioni economiche della Juve.
L’esercizio attualmente in corso risentirà dell’assenza dalla massima competizione continentale e proprio per questo la qualificazione nei prossimi anni diventa una necessità sotto diversi punti di vista. Non è soltanto una questione di prestigio sportivo. Giocare la Champions significa poter contare su maggiori ricavi, maggiore esposizione internazionale e nuove opportunità commerciali.
Per una società che sta lavorando al riequilibrio dei propri conti, la qualificazione europea assume quindi un’importanza ancora più evidente.
Elkann e una nuova squadra dirigenziale per il rilancio
Sul fronte societario, intanto, il progetto ha assunto una fisionomia sempre più definita. Giovanni Carnevali, dal 12 giugno, ricopre il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale. Giorgio Chiellini è diventato Chief Club Affairs Officer, mentre Ricky Massara ricopre l’incarico di Chief Football Officer.
A loro spetterà il compito di trasformare le risorse messe a disposizione dalla proprietà in risultati concreti. Il capitale può rafforzare una società, ma non può sostituire il lavoro quotidiano della dirigenza, del settore sportivo e della squadra.
Il prossimo appuntamento decisivo sarà il 3 novembre 2026 alle ore 10, quando all’Allianz Stadium si riunirà l’assemblea degli azionisti. In quella sede verrà affrontata anche la delega relativa all’aumento di capitale fino a 250 milioni.
Elkann ed Exor, intanto, hanno nuovamente chiarito la direzione: sostenere la Juventus, rafforzarne la struttura e creare le condizioni economiche per un progetto che dovrà necessariamente trovare nel campo la propria conferma.

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