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Chivu: “Bastoni ha sofferto, ho dovuto difenderlo.”

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Chivu: "Bastoni

Il tecnico dell’Inter Chivu fa un bilancio sulla stagione: “Bastoni ha sofferto, per vincere la Champions mancano i soldi”.

Cristian Chivu si è raccontato in una lunga intervista a Ivan Zazzaroni, ripercorrendo la stagione che ha portato l’Inter alla conquista di Scudetto e Coppa Italia. Un’annata che il tecnico rumeno giudica positivamente, senza però nascondere la propria mentalità vincente: “Abbiamo vinto due trofei? Sono pochi, si poteva fare meglio! (ride, ndr). Ma no scherzo, è andata bene. Ho giocato per vincere e alleno per vincere, non è andata male: anzi”.

Chivu: “Bastoni ha sofferto, ho dovuto difenderlo.”

Chivu ha ammesso che il passaggio dal Parma all’Inter ha rappresentato una sfida completamente diversa:

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“Col Parma avevamo già pianificato il mercato, poi è arrivata l’Inter. E sono felice, è gratificante essere l’allenatore nerazzurro: è un mestiere diverso rispetto ad allenare una squadra come i gialloblù”.

Il tecnico ha raccontato anche i dubbi iniziali:

“Mi sono subito chiesto: sono in grado di gestire un determinato tipo di giocatori? Un conto è allenare giovani ambiziosi che vogliono imparare, un conto allenare giocatori già evoluti, è più difficile entrare nelle loro teste e non sapevo se ero in grado di farla. Avevo allenato l’Inter giovanile e il Parma ma erano altre situazioni. E poi c’era anche il contorno, le pressioni, quello che esternamente viene creato attorno all’Inter da sempre, anche solo dopo un pareggio, è stressante. Alla fine allenare e giocare la partita è la cosa più semplice”.

Bastoni-Kalulu e le polemiche

Uno dei temi più delicati della stagione è stato il caso che ha coinvolto Alessandro Bastoni dopo Juventus-Inter.

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“Avevo due scelte: o mantenere la mia posizione o difendere il mio giocatore. Ho dovuto difenderlo perché già pochi minuti dopo la partita erano uscite cose che vanno oltre il calcio. E io so perché: tutti si attendevano che l’Inter avrebbe perso visto che non avevamo vinto scontri diretti”.

Chivu ha rivelato quanto il difensore abbia sofferto:

“Bastoni ha sofferto tanto pur non facendolo vedere ai compagni: fuori sorridi ma dentro è diverso”.

E sull’episodio con Pierre Kalulu:

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“Non è simulazione, non è colpa di Bastoni o dell’arbitro. È colpa del Var che non può intervenire, quello di Kalulu è un tocco leggero che non meritava ammonizione. Da fuori sembrava fallo netto, anche i giocatori della Juve si girano arrabbiati. Solo chi non ha giocato non capisce quanto intensamente si viva in un Inter-Juve”.

Lautaro, la svolta di Como e la corsa Scudetto

Fondamentale il recupero di Lautaro Martínez dopo il lungo stop:

“Ci è mancato tanto però i giocatori sono stati bravi a coprirne l’assenza. La mia paura era di dover schierare Pio Esposito-Bonny non perché non sappiano farlo ma perché peccano di inesperienza”.

Per Chivu, la vera partita che ha indirizzato il campionato è stata quella di Como:

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“Tutti attendevano che tra Roma e Como perdessimo qualche punto e invece facendone sei ha tolto motivazioni ad altri. Dopo Como avevo detto ai ragazzi: questa è la vittoria scudetto”.

Chivu: “Bastoni ha sofferto, ho dovuto difenderlo.”

Guardando al futuro europeo, l’allenatore è stato molto diretto:

“Tornare in finale di Champions? Servono i soldi. Da soli non ti danno la garanzia di arrivarci, ma aiutano”.

Quando gli viene chiesto come spenderebbe un ipotetico budget da 200 milioni, risponde con una battuta:

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“Giocatori forti in giro ci sono, bisogna essere bravi a prenderli. Noi abbiamo dirigenti bravi in questo senso, ci manca altro…”.

Sul mercato evita però di sbilanciarsi:

“Io adesso parlo di quello che ho, non di quello che potrà essere. Adesso chiedo a Pio e Bonny di fare più di 10 gol, chiedo a Diouf di fare un sacrificio”.

Lo spogliatoio e le famose sfuriate

Infine, Chivu ha raccontato il suo rapporto con la squadra e il modo in cui vive i momenti più tesi:

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“La riunione gara può durare 2,5 o 15 minuti. Dipende dalla mia sensibilità, quanto vedo la squadra stanca mentalmente”.

E sugli intervalli infuocati:

“Quello che dico nell’intervallo dipende dal mio stato d’animo: posso essere calmo, incazzato, voglio mandare un messaggio… Per esempio qualche tv negli spogliatoi è volata e le cose andavano bene, perché si vinceva”.

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