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Pallonate

Polivalenti, anzi universali

Gente come Di Stefano e Neeskens li trovavi in ogni zona del campo e qualunque ruolo ricoprissero facevano la differenza… Sempre!

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Polivalenti, anzi universali

Gente come Di Stefano e Neeskens li trovavi in ogni zona del campo e qualunque ruolo ricoprissero facevano la differenza… Sempre!

Calciatori totali, quindi fuoriclasse!

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Alfredo Di Stefano

Alfredo Di Stefano ha legato indissolubilmente il proprio nome a quello del Real Madrid: se pensi alla camiseta blanca

non puoi non pensare alla Saeta Rubia, principale artefice dell’irripetibile ciclo vincente del club merengue in Coppa dei Campioni tra il 1955 e il 1960!

Centravanti di razza, implacabile sotto porta, era capace di trasformarsi all’occorrenza in centromediano metodista e persino in terzino!

Col pallone tra i piedi sapeva far tutto e destreggiarsi in ogni zona del campo, passando alla storia come il calciatore più completo di sempre!

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Diceva di sè stesso

Così la Saeta Rubia raccontava la profonda abnegazione e il grande spirito di sacrificio che gli permisero di diventare il calciatore più completo di tutti i tempi:

Per diventare bravi giocatori occorre pensare giorno e notte al pallone. I giovani che vogliono fare solo quattrini senza

fatica o svolgere altri mestieri, anche soltanto per distrarsi, mentre giocano da professionisti, sbagliano, perché

infallibilmente toglieranno, anche senza accorgersene, tempo prezioso al loro mestiere.

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Io non sono mai stato molto disciplinato nella vita privata, ho bevuto botti di vino e ho mangiato quintali di pesce fritto, ma

tutto questo mi serviva per stordirmi e non pensare ad altro. E dormire. Ma in sostanza io mi sono mortificato in campo in

allenamenti durissimi, mentre nei giovani d’oggi c’è la tendenza ad allenarsi poco e a non saper soffrire.

Gli allenamenti duri, massacranti, estenuanti, sono indispensabili ad un campione, formano il campione.

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A me hanno dato l’ossatura. Il campione deve essere ambizioso ogni giorno di più, ogni giorno più ambizioso del giorno prima”.

Johan Neeskens

Un mediano difensivo che sapeva segnare”, così Johan Neeskens definiva sè stesso, ma l’olandese era molto di più di questo…

Era il prototipo perfetto del calciatore totale, quello che, secondo la filosofia di Kovacs e Michelssapeva adattarsi a giocare in qualsiasi zona del campo”.

Era quello che gli inglesi definiscono centrocampista box to box o anche centravanti ombra, ossia uno che salva una situazione

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complicata in difesa e, sul ribaltamento, dieci secondi dopo, segna in tuffo di testa dall’altra parte!

Dicono di lui

Colui che forse meglio d’ogni altro ha saputo descrivere Neeskens è stato Bobby Haarms nel libro Brilliant Orange:

Neeskens era come un pilota kamikaze, un soldato d’assalto. Quando gli dicevi di andare sulla palla, lui ci andava sul serio”.

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