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Fino alla fine

Juve, chi sei veramente?

La squadra di Allegri può davvero contendere lo Scudetto all’Inter?

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Il mezzo passo falso rimediato lo scorso venerdì a Marassi, contro il Genoa, ha riproposto, fra gli addetti ai lavori, ma, soprattutto, fra i tifosi bianconeri, l’ormai atavico interrogativo che permea le pagine di tutti i giornali: dove può arrivare questa Juve? E, più in generale, qual è il suo reale valore?

Perché se, da un lato, il pari sotto la Lanterna è figlio anche di qualche decisione arbitrale quantomeno discutibile, è pur vero che, con esso, gli uomini di Allegri hanno sprecato una grande occasione per rimanere attaccata all’Inter capolista, trasformando l’occasione del potenziale sorpasso in una sorta di harakiri tale da colmare ulteriormente il divario con i nerazzurri, consentendo a questi ultimi la loro prima vera fuga stagionale.

E ora? Nulla di strano, verrebbe da dire.

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Se, da un lato, infatti, al di là di qualche sporadica eccezione, anche i sostenitori più accaniti, in cuor loro, in fondo, erano piuttosto scettici rispetto alle velleità tricolori, coltivando il sogno scudetto più come una chimera ovvero di un imperativo morale dettato più dalla storia e dai colori che dalle reali evidenze, dall’altro non si può non riconoscere che, ad oggi, il ruolino di marcia di Madama è perfettamente in linea con i numeri necessari per poter arrivare a maggio in lotta per il titolo.

Sia chiaro, sotto il profilo del gioco le perplessità sono tante (e legittime) e, ultimamente, anche la fase difensiva ha iniziato a mostrare qualche falla. Ma, tutto sommato, le statistiche non sono così impietose: 37 punti, a fronte di 11 vittorie, 2 pareggi ed una sola sconfitta, per un totale di 24 reti segnate e 10 subite. Non ci si può, inoltre, esimere dal tenere conto del massiccio ridimensionamento, societario e tecnico, che a Torino stanno affrontando da circa un anno a questa parte. Infine, va debitamente considerato che le recenti vicende giudiziarie che hanno privato la squadra di due elementi cardine della mediana, quali Pogba (per quanto utilizzabile con il contagocce) e Fagioli, hanno, indubbiamente, ulteriormente affievolito le possibilità di compere per il vertice.

Insomma, ci sono tutte le attenuanti del caso. Rimane, tuttavia, da chiedersi se una squadra come quella bianconera, abituata, se non altro per tradizione, a non lottare per altri obiettivi al di fuori di quelli massimi sia in grado di vestire un abito come quello della comprimaria.

Cerco di essere più chiaro: stante l’attuale situazione, con l’Inter già distante di quattro lunghezze e con un calendario molto più agevole rispetto a quello degli avversari (oltre che con una rosa nettamente superiore), possono i bianconeri accettare di disputare il resto della stagione nell’ottica di un consolidamento del secondo posto (che, comunque, le consentirebbe di tornare nell’Europa che conta, condizione esiziale per le casse societarie, oltre che per il prestigio), continuando a cullare, più o meno intensamente, il sogno scudetto?

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Ai posteri l’ardua sentenza, per utilizzare un’espressione di manzoniana memoria.

Forse, da questo punto di vista, una risposta un po’ più realistica la si potrà ottenere soltanto a ridosso della primavera, quando i nerazzurri saranno impegnati negli ottavi di Champions League, con conseguente impiego di energie(fisiche e mentali) cui, magari, potrebbe seguire la perdita di qualche punto in campionato.

A patto, naturalmente, che già dalla prossima trasferta di Frosinone Chiesa e compagni riprendano a fare bottino pieno, perché un ulteriore stop – inutile nasconderlo – porrebbe davvero la parola “fine” a tutte le ambizioni trionfalistiche che, bene o male, a Vinovo continuano ad aleggiare.

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