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Cose mai viste

Il camaleonte solido

Certe sparate restano nella storia, entrano nell’immaginario collettivo, a volte persino nel vocabolario…

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Il camaleonte solido

Certe sparate restano nella storia, entrano nell’immaginario collettivo, a volte persino nel vocabolario… Quella di Claudio Ranieri è diventata iconica, un po’ come lo ‘Strunz’ di Trapattoni o il ‘Cazo’ di Malesani!

A distanza di oltre un decennio, non siamo ancora riusciti, pur sforzandoci, a capire cosa diavolo sia questo camaleonte solido!

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Se voleva intendere una squadra che cambia pelle a seconda degli avversari, bastava dirlo chiaro, senza improbabili metafore!

Meglio la chiarezza, gli avrebbe risparmiato anni di prese in giro, perché ancora oggi, il pensiero di quel ‘camaleonte solido’ scatena ilarità e battutine!

10 luglio 2008

Pinzolo, 10 luglio 2008. A chi gli chiede come sarà la sua Juve, Claudio Ranieri risponde così:

Il modulo cambia a seconda della squadra che incontriamo, e l’abbiamo dimostrato l’anno scorso cambiando dal 4-4-2 in alcuni casi al 4-3-3. Camaleonte o squadra solida? Sarà un camaleonte solido…

Il camaleonte solido che aveva in testa l’allora tecnico bianconero, purtroppo per lui, non si vide quasi mai e così arrivò l’esonero a stagione in corso…

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12 anni dopo…

Dodici anni dopo, il debuttante Andrea Pirlo, alla sua prima panchina in Serie A, sbatte in faccia al veterano Ranieri quel camaleonte solido da lui originariamente teorizzato… Il destino quando ci si mette, sa essere davvero bastardo!

Un modulo, tanti moduli

La prima Juventus di Andrea Pirlo ha stupito per la capacità di cambiare pelle all’interno della stessa partita, adattando il modulo di partenza alle diverse situazioni di gioco, in accordo con l’idea di calcio liquido precedentemente enunciata dal Maestro…

Si difende a tre in fase di possesso e a quattro in quella di non possesso, si passa da un centrocampo a cinque ad una mediana a quattro con Ramsey che si alza sulla trequarti a ridosso delle due punte.

Ed è proprio la posizione del gallese a far saltare il banco: l’ex Arsenal non dà punti di riferimento alla Samp, portando il primo pressing sul portatore di palla avversario e trasformandosi in rifinitore una volta recuperato il pallone.

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