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Editoriale Palermo – Occasione sfumata
Published
12 anni agoon
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Redazione
Occasione sfumata. Il doppio turno casalingo che avrebbe dovuto lanciare il Palermo in orbita ha rischiato invece, ancora una volta, di farlo sprofondare a un soffio dalla muta degli inseguitori. Solo i risultati maturati nell’ultimo quarto d’ora hanno restituito il sorriso alle ambizioni rosanero. Ancora una volta gli impacci altrui ne hanno consolidato il primato. Meglio così.
Il bilancio di quattro punti è adeguato allo svolgimento delle partite, è giusto riconoscerlo. I rosa meritavano di più con lo Spezia e meno con il Bari, quindi i conti tornano. Di gioco si continua a vedersene poco o niente. Ma – sostiene Iachini – questa è la B.
Il tecnico ha forse ragione e finchè starà lì davanti nessuno potrà metterne in dubbio la competenza. E’ un fatto però che il Palermo, dall’inizio del girone di ritorno, abbia rallentato notevolmente e qualche granello di ruggine si sia infiltrato in un meccanismo perfetto soltanto nei risultati e molto meno sul piano della manovra. E’, ad esempio, sparita la capacità di sfruttare a dovere le palle da fermo, alle quali a lungo – ad un certo punto della stagione, quasi il 40% – era stata legata la vena realizzativa degli aquilotti. Il numero degli elementi capaci di andare a segno è ormai ridotto esclusivamente agli attaccanti di ruolo.
Lafferty ha colpito, di testa ed in area, sfruttando una volta tanto la sua prestanza fisica. S’è tolta ingenuamente la maglietta per festeggiare e salterà la prossima, mettendo in difficoltà Iachini per sostituirlo, dal momento che Hernandez s’è rotto una costola e mancherà qualche settimana e Belotti continua il parcheggio in infermeria con continui rimandi. Quindi con la Juve Stabia, in un incontro da vincere, la coppia titolare Hernandez-Lafferty non ci sarà.
Per fortuna, Dybala, al rientro, ha finalmente spezzato l’incantesimo riuscendo a segnare dopo più di un anno di digiuno un gol pregevole, arrivato al termine di una triangolazione di prima con Lazaar e Vazquez, ovvero grazie a una giocata di qualità quasi a smentire l’assioma per cui in B la tecnica serva a poco. Un messaggio che, speriamo, l’allenatore colga, lasciandosi alle spalle un po’ dell’eccessiva prudenza che sembra frenarlo. Quel centrocampo muscolare, con Bolzoni e Barreto al fianco di un Maresca apparso appannato, ne è lampante dimostrazione. In casa è decisamente troppo rinunciatario e serve a poco spezzare il gioco di avversari che stanno rintanati e si guardano bene dal mettere il naso scriteriatamente fuori dalla propria mediana.
E’ il caso di chiedersi se valga la pena cambiare qualcosa in difesa. Forse è solo un difetto di concentrazione ma gli impacci e soprattutto i gol delle due ultime partite – uno subito su una punizione che non doveva essere concessa agli avversari, l’altro a pochi secondi dal prezioso e sudatissimo vantaggio – hanno dimostrato che l’impermeabilità del pacchetto arretrato vacilla. E visto che, al contrario che in attacco, dietro c’è abbondanza di alternative, non sarebbe male intervenire.
Antonino Pavone (www antoninopavone it)
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