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Tomori e la farsa rossonera: il gran ripiego del Milan al fotofinish
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2 ore agoon

Tomori torna clamorosamente al centro del villaggio rossonero nell’ennesimo capitolo di una gestione di mercato che rasenta il grottesco. Fikayo Tomori, fino a ieri trattato alla stregua di un ingombrante scarto da smaltire al miglior offerente, viene rispolverato, spolverato e solennemente reinserito nella rosa a disposizione di Ruben Amorim. Il centrale inglese, spedito per settimane al confino dell’allenamento differenziato, si ritrova di colpo toscato dal limbo dei fuori rosa per fare rientro a pieno titolo tra i disponibili. Una piroetta gestionale che profuma di pura improvvisazione, dove i grandi proclami di rifondazione estiva finiscono per schiantarsi contro il duro muro del realismo contabile.
Tomori rappresenta oggi l’unica ciambella di salvataggio per una dirigenza travolta dalla cruda realtà delle trattative. Per mesi a Casa Milan si è recitato il mantra del nuovo perno difensivo da consegnare al tecnico portoghese per completare il reparto arretrato. Il risultato? Un casting estivo lungo e inconcludente, terminato sul fotofinish con un pugno di mosche in mano e le casse vuote.
Di fronte alla drammatica prospettiva di restare numericamente scoperti e senza la liquidità necessaria per il colpo last-minute, il club ha dovuto fare un bagno d’umiltà: meglio reintegrare un usato garantito già a libro paga piuttosto che spalancare una voragine davanti alla propria porta.
Tomori dice no al Fulham: lo scacco matto del calciatore che rifiuta il pacco postale
Il giocatore ha fatto saltare il banco opponendo un netto rifiuto alle soluzioni di comodo imbastite nei giorni del condor. L’ipotesi Fulham, sventolata nelle ultime ore come la panacea di tutti i mali per fare cassa e alleggerire il monte ingaggi, si è infranta contro la fermezza del difensore britannico.
Forte di un contratto lungo e di uno stipendio garantito, il classe ’97 si è rifiutato di fare la figura della merce di scambio svenduta al miglior offerente dell’ultimo minuto. La società ha dovuto prenderne atto, revocando l’esilio dal gruppo squadra prima di scivolare in un pericoloso contenzioso legale.
Tomori diventa così una risorsa tattica d’emergenza dettata da un calendario folle che non concede soste. Tra Serie A, Europa League e Coppa Italia, pensare di affrontare l’intera annata agonistica con gli uomini contati in difesa sarebbe stato un autentico suicidio sportivo. Ruben Amorim si trova ora costretto a ricucire uno strappo prima di tutto psicologico, reinserendo il centrale nelle rotazioni e restituendo motivazioni a un giocatore prima scaricato e poi precettato per disperazione.
Si chiude una gestione a dir poco surreale. Invece di pianificare con lucidità, il Milan si ritrova a spacciare per “rinforzo” un calciatore che ha provato a cedere in tutti i modi fino a cinque minuti prima della chiusura delle liste. Amorim avrà il suo bel da fare per gestire un matrimonio riparatore nato solo per mancanza d’alternative, mentre il campo ( spietato come sempre ) dirà se l’orgoglio ferito del centrale inglese saprà trasformare questa farsa contabile in una storia di riscatto.
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