Inter
Chivu meglio di Mourinho: double al primo anno
Published
2 ore agoon

Chivu meglio di Mourinho: scudetto e Coppa Italia al primo anno in panchina, un’impresa riuscita a pochi nella storia nerazzurra.
Si fa presto a parlare di doblete, ma vincere nella stessa stagione Serie A e Coppa Italia è qualcosa che appartiene a pochissimi allenatori. Cristian Chivu ci è riuscito addirittura al primo anno sulla panchina dell’Inter. Impresa che nemmeno José Mourinho aveva centrato nella sua stagione d’esordio in nerazzurro. Quando conquistò “solo” lo scudetto prima di entrare nella leggenda con il Triplete dell’anno successivo. Prima di Chivu e Mourinho, l’unica doppietta campionato-Coppa Italia dell’Inter risaliva al 2005-06 con Roberto Mancini, ma quello scudetto arrivò a tavolino dopo Calciopoli. Per questo il riferimento simbolico resta il 2010, e il fatto che Chivu fosse protagonista allora da giocatore e oggi da allenatore rende tutto ancora più speciale.
Con questo successo l’Inter allunga ulteriormente sul Milan nella storia del calcio italiano: 21 scudetti contro 19, 10 Coppe Italia contro 5 e soprattutto 3 doblete contro zero. Un dato che pesa ancora di più considerando che il Milan non è mai riuscito a vincere campionato e coppa nazionale nella stessa stagione, nemmeno nei suoi anni più gloriosi. A riuscirci più volte è stata solo la Juventus, con sei doppiette complessive, quattro delle quali arrivate durante il primo ciclo di Massimiliano Allegri. Entrare in un elenco che comprende anche il Grande Torino, il Napoli di Diego Maradona e la Lazio di Sven-Göran Eriksson rende ancora più importante il trionfo di Chivu.
Chivu meglio di Mourinho: double al primo anno
E pensare che appena un anno fa l’ambiente nerazzurro viveva uno dei momenti più difficili degli ultimi tempi. A fine maggio 2025 sembrava essersi chiuso un ciclo: la squadra aveva visto sfumare diversi obiettivi nel giro di poche settimane e soprattutto aveva perso Simone Inzaghi, capace di portare il club fino a due finali di Champions League. La sensazione diffusa era quella di una squadra logora, con giocatori considerati troppo avanti con l’età e altri incapaci di reggere il peso della ricostruzione. In quel contesto arrivò la scelta di Chivu, quasi improvvisa dopo il mancato approdo di Cesc Fàbregas. Una decisione che allora aveva generato dubbi, ma che oggi appare geniale. Fondamentale, probabilmente, fu anche l’esperienza precedente sulla panchina del Parma, dove aveva già mostrato personalità e idee da allenatore vero.
Sul campo, però, questa Inter ha dimostrato di essere superiore quasi a tutti. Vincere la Coppa Italia, guardando la qualità della rosa e l’abitudine dei nerazzurri alle grandi partite, sembrava quasi un dovere. Contro il Milan, nelle sfide stagionali, il dominio è stato netto: 2-0, 3-0 e un complessivo 7-0 che racconta meglio di ogni altra cosa la differenza vista in campo. Anche eventuali fantasmi legati al 2-2 dell’anno precedente, risultato che spalancò le porte allo scudetto del Napoli, sono stati cancellati. In finale i giocatori chiave hanno risposto presente: Lautaro Martínez ha segnato, Denzel Dumfries ha dominato sulla fascia, Manuel Akanji è stato impeccabile dietro e Nicolò Barella ha guidato il centrocampo senza fermarsi mai.
L’unica macchia
Resta soltanto una macchia nella stagione nerazzurra: l’eliminazione europea contro il Bodø/Glimt. Un passaggio doloroso, ma che in casa Inter viene visto come una lezione utile per il futuro. Perché il futuro, ora, è tutto da costruire: serviranno innesti, qualche sostituzione importante e nuovi giocatori per mantenere alto il livello. Ma questi saranno pensieri da affrontare più avanti. Adesso, per l’Inter e i suoi tifosi, c’è spazio solo per godersi una stagione entrata di diritto nella storia.
You may like

Milan: Ibra torna al comando?

Rivincita Chivu : ed è subito leggenda , il doblete che zittisce

Sarri furioso: “Il derby alle 12.30? Se fossi il presidente ..”

Verdetto : Inter ad effetto domino che rivoluziona l’Europa

Doblete : l’ Inter si prende tutto , Coppa Italia e realizza il sogno

Esclusiva: Fabrizio Ferrari. “Ecco i trasferimenti saltati”













