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Mourinho sull’Italia: “No al CT straniero, ci sono Allegri e Conte”
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2 ore agoon

Il tecnico portoghese Mourinho sull’Italia sostiene come sia fondamentale un commissario tecnico italiano come Allegri o Conte.
Mourinho sull’Italia: “No al CT straniero, ci sono Allegri e Conte”
José Mourinho è tornato a Milano per un evento, ma come spesso accade quando parla, il focus si è subito spostato sul calcio italiano, sulla nazionale e sull’Inter. Lo Special One, in un’intervista esclusiva a Sportmediaset, ha ribadito il suo legame con l’Italia, pur escludendo un ritorno imminente in panchina nel capoluogo lombardo.
Il tecnico portoghese ha analizzato con amarezza la crisi della nazionale italiana, sottolineando lo shock per la mancata qualificazione ai Mondiali: “Crisi calcio Italiano? È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: ‘Com’è possibile che la nostra Italia non ce l’abbia fatta?’, ci chiedevamo. Però è reale, è successo”.
Mourinho sull’Italia: “No al CT straniero, ci sono Allegri e Conte”
Netta la sua posizione contro l’ipotesi di un ct straniero, rilanciando invece la qualità degli allenatori italiani: “Non sono d’accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Carletto (Ancelotti, ndr), ma puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, Ndr) e ce ne sarebbero sicuramente anche altri…Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro… ci sono differenze incredibili. Poi si vede la qualità dei giocatori Portoghesi che escono ogni settimana con il ct in difficoltà nel scegliere quali giocatori escludere.”
Da qui nasce la sua proposta per rilanciare il sistema: “L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici (Malagò era presidente del Coni prima dell’ arrivo di Buonfiglio, ndr).. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max”.
L’Inter e il Triplete
Inevitabile poi un passaggio sull’Inter e su Cristian Chivu, oggi alla guida dei nerazzurri: “Se mi aspettavo Chivu allenatore? Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all’altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha studiato, ha fatto i corsi. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all’Inter in una situazione di instabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno. Se mi sono congratulato? No, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi”.
Spazio anche ai ricordi del Triplete 2010, con un aneddoto sul gruppo storico: “Chat del Triplete? Sono terribile con queste cose. Cambio numeri in continuazione, prima in Turchia, poi in Portogallo… Sono arrabbiati con me per questo, ma alla fine troviamo sempre un modo per stare insieme. Materazzi è il responsabile di quel gruppo”.
Mourinho sul caos abitrale
Sul tema del caos arbitrale, Mourinho invita alla prudenza: “Caos arbitri? Mi sono fatto un’idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri”.
Uno sguardo anche al calcio internazionale, con un commento su Francesco Farioli: “Farioli come Mourinho? Non voglio sbilanciarmi, però secondo me vincerà il campionato con merito. Sarà campione: poi può piacerti più o meno come gioca o come comunica, ma alla fine ha ragione chi vince”.
Mourinho sul Mondiale
Infine, il pronostico sul prossimo Mondiale, con più favorite in corsa: “Chi vince? Mi piacerebbe il Portogallo, che ha il potenziale per farcela. Carletto è Carletto, anche se la gente non crede che il Brasile ce la possa fare: per me però una cosa è il Brasile con Ancelotti e un’altra è senza. Secondo me può farcela. L’Argentina è campione del mondo in carica e mi sembrano una vera squadra: uniti, compatti, che hanno piacere a giocare per la nazionale. E poi la Francia, che con tutto il talento che ha a disposizione può fare tre squadre competitive. Un giorno dovrà arrivare anche il momento dell’Inghilterra… Penso però di starmene in vacanza fino ai quarti di finale: ci sono troppe squadre che andranno lì solo per perdere. Dai quarti inizia la vera festa”.
In chiusura, Mourinho chiarisce anche il suo futuro, allontanando per ora l’ipotesi di diventare ct: “Ci penso ma poi penso anche alla mia vita senza calcio di club: senza allenare tutti i giorni, vincere perdere e pareggiare tre volte a settimana. Essere felice, triste, frustrato, voler migliorare… non riesco a immaginare la mia vita senza queste cose. Non è ancora arrivato il momento per una nazionale”.















