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Pazza Inter

L’anno di Simone, l’Icaro nerazzurro che non ha paura di volare vicino al sole

Il 2023 corona il lavoro del mister nerazzurro che ora è chiamato a raccogliere il bottino grosso…

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“Tombola!”. Simone Inzaghi spera di sedersi al (veloce) pranzo di Natale in famiglia e gridare questa frase insieme ad amici e parenti.
Perché sì, tra il Lecce e il Genoa, c’è anche giustamente tempo per dedicare un po’ di attenzioni agli affetti più cari. E, altrettanto giustamente, raccogliere i frutti di un percorso che, fin qui, ha premiato il suo lavoro, raggiungendo nel 2023 l’apice nella stregata notte di Istanbul. 365 giorni fa, evidentemente, sotto l’albero Inzaghi aveva trovato un paio d’ali. Le ha indossate e, senza paura, ha provato a volare vicino al sole. Non si è scottato, non si è fatto male dopo la caduta quando, quelle ali, sono state spezzate dal gol di Rodri, a un passo dal sogno. Anzi, al contrario. Le ha raccolte e l’Icaro nerazzurro le ha indossate nuovamente. Per sfidare ancora il destino in questo 2023 che gli ha sorriso e lo ha eletto a capopopolo, oltre che tra i 3 migliori mister del principale palcoscenico continentale. La sua Inter ha dimostrato, contrariamente a quelle che probabilmente erano le attese di tutti, di potersela giocare a viso aperto contro tutti e contro tutti. Ma ora è tempo di continuare a sognare. Perché la chiusura di questi 365 giorni (quasi) da leggenda, passa da una complicata trasferta a Genova, con i rossoblù che hanno già fatto capire di essere avversario difficile da superare in casa, anche per le big. Dopo un inizio, almeno sulla carta, soft per i nerazzurri, gennaio riporterà la banda di Simone Inzaghi nel suo ‘habitat’ quasi naturale: le coppe. Dopo due trionfi consecutivi in Coppa Italia, l’eliminazione di qualche giorno fa contro il Bologna alla fine dei tempi supplementari è stata l’unica vera macchina di un 2023 a tratti assurdo da vivere per i tifosi dell’Inter. Ma gennaio, appunto, permetterà subito di cancellare questo piccolo inciampo lungo il percorso. La Supercoppa Italiana è infatti un titolo che è in bacheca di Simone Inzaghi da due stagioni consecutive e che, sicuramente, nessuno dalle parti di Appiano Gentile è intenzionato a lasciar scappar via. Per storia, per blasone e per ambizione. Perché è il primo trofeo della stagione 2023/2024, un piccolo “ambo” che non faccia compromettere l’urlo della “tombola” che il San Siro nerazzurro aspetta da due lunghi anni, che diventeranno tre il prossimo maggio. La nuova formula della Supercoppa Italiana, inoltre, metterà ulteriormente alla prova i nerazzurri, in una dimensione completamente nuova. Ma questo è un altro discorso, perché, esattamente come negli ultimi due anni, l’Inter arriva comunque a questa manifestazione da favorita e, si sa, vincere aiuta a vincere. Per aumentare ancora di più le convinzioni di un 2023 che sta per andare a referto come l’anno di Simone Inzaghi, senza se e senza ma. Laddove nel 2021 aveva fallito, suscitando più di una critica, il mister è riuscito a rigenerare le ambizioni di un popolo, quello nerazzurro, che ora non pone più limiti ai suoi sogni. Ed è questo il più grande successo del mister: ha compattato un popolo attraverso le sconfitte (scudetto 2021 e Champions 2023). Perché, proprio come Icaro, ha rimesso le sue ali, che prima erano fatte di cera, ma che adesso sembrano le più solide e piumate di tutte. Quelle che servono a gridare “Tombola!”, non solo a Natale, ma anche quando l’Italia del pallone sarà pronta ad affacciarsi all’estate dell’Europeo.

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