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Fino alla fine

Chiedete scusa a Dusan Vlahovic!

Il serbo è tornato quello dei tempi della Fiorentina e si candida ad essere il vero rivale di Lautaro!

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“Amami ancora, fallo dolcemente” cantava Gianna Nannini insieme, probabilmente, ai tifosi della Juventus. L’ultimo anno di Dusan Vlahovic, arrivato col favore delle tenebre in quel di Torino, non ha rispettato certamente l’investimento fatto dalla vecchia dirigenza della Juventus.
Ma se Vlahovic ha rovinato fegati bianconeri fino ad adesso, nelle ultime cinque gare ha piazzato sei goal e si è messo sulle spalle la Vecchia Signora. Dusan Vlahovic è tornato quello dei tempi della Fiorentina e si candida ad essere il vero rivale di quel Lautaro Martinez vero goleador di questa Serie A.
Grazie alla sua doppietta contro il Lecce, Dusan Vlahovic fa riposare la Juventus in testa alla classifica (visto l’impegno dell’Inter in Supercoppa) e potrebbe, in caso di vittoria contro l’Empoli, addirittura dormire sul +4 dai nerazzurri nel prossimo weekend.
Dusan Vlahovic va capito e aspettato. Esattamente come fece Cesare Prandelli a Firenze, il tecnico di Orzinuovi infatti fu capace di costruire un gioco intorno al giovane serbo mentre, il suo predecessore gli preferiva Patrick Cutrone.
Il tifoso juventino si sa, è impaziente. Ma questo Vlahovic lo sta facendo ricredere, partita dopo partita. Indolente, fuori dagli schemi di Max Allegri, spesso in ritardo. Questo è stato Vlahovic fino a poco tempo fa.
Adesso invece la svolta. Da cosa è dovuta? Sicuramente da una Juventus che gioca meglio e che ha voglia di stupire in questa Serie A, lottando con l’Inter di Inzaghi, lassù dove gli altri non osano arrivare.
Dusan Vlahovic ha un gran peso sulle spalle: le sorti dell’attacco bianconero. Se vuole cercare una storia fuori da Torino ha bisogno di tornare a essere quella macchina da goal infallibile. Nelle ultime partite ci sta riuscendo, ma è la costanza ciò di cui ha bisogno.
La ciliegina? Vincere lo Scudetto. Un investimento simile a bilancio, con un ingaggio milionario crescente come quello che ha, lo obbligherebbero a diventare l’uomo simbolo di una cavalcata verso il trionfo.
Ma il calcio moderno sappiamo come funziona e quindi, per Dusan Vlahovic, c’è bisogno di tornare ad essere il giovane serbo spietato sotto porta. I conti poi verranno fatti a fine stagione.

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