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L’AIA risponde a Spalletti dopo Juventus-Lazio
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3 ore agoon

L’AIA risponde a Spalletti dopo le lamentale del tecnico bianconero nel post partita dell’Allianz Stadium di Juventus–Lazio.
Dopo che Luciano Spalletti nel post Juventus-Lazio ha dichiarato che “l’unico non professionista in campo” fosse il direttore di gara Marco Guida, era attesa la replica dell’AIA. La stessa, puntualissima, non si è fatta attendere.
Qualche ora dopo le dichiarazioni del tecnico bianconero, infatti, ecco la risposta dell’Associazione Italiana Arbitri. Una risposta affidata direttamente sul proprio sito ufficiale con un comunicato.
Entriamo nel merito con il tema che, ovviamente, riguarda il professionismo degli arbitri.
LE DICHIARAZIONI DI LUCIANO SPALLETTI
Come noto, tutto è scaturito dal rigore non concesso alla Juventus nel 1T per un intervento in area di Gila su Cabal. Da lì, inoltre, la rete annullata a Koopmeiners. E proprio il tecnico bianconero, nel post match, l’ha presa tutt’altro che bene.
Ai microfoni di DAZN, Spalletti ha dichiarato:
“Il rigore su Cabal? Il difensore commette un gesto imprudente, ma dipende sempre dalle interpretazioni. L’unico non professionista tra i 22 professionisti in campo è l’arbitro: va cambiata questa cosa perché crea uno squilibrio.
Ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole, ma c’è sempre l’interpretazione, c’è sempre da dover valutare quella che è la situazione. Va fatta una riforma che metta a posto anche gli arbitri, sono troppo importanti. Tutti debbono essere professionisti, perché poi si va a parlare sempre di questo. L’altra domenica ce l’ha dato Abisso dopo un minuto e mezzo, ma la regola dice che se la prendi di mano è rigore.
Non possono essere tutti rigori, ma bisogna sempre decidere. Se si va così, però, quello di stasera è rigore tutta la vita“.
L’AIA RISPONDE A SPALLETTI

La risposta dell’AIA, come ci poteva immaginare, non ha tardato ad arrivare.
“L’Associazione Italiana Arbitri (AIA), è la replica arbitrale per bocca del vicepresidente vicario Francesco Massini, in relazione ad alcune dichiarazioni ed articoli di stampa odierni sul tema del professionismo degli arbitri di vertice finalizzato al miglioramento qualitativo delle prestazioni arbitrali, intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione.
Il Presidente Antonio Zappi ed il Comitato Nazionale già dal settembre scorso avevano affermato la propria apertura in questa direzione, purché il rafforzamento delle tutele economiche e professionali per gli arbitri della CAN non pregiudicasse la salvaguardia dell’autonomia tecnica dell’AIA.
Lavorare insieme a FIGC e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come addirittura auspicabile, per costruire una riforma condivisa e sostenibile anche sotto il profilo economico”.
LA CONCLUSIONE DEL COMUNICATO DELL’AIA
Con le parole di Massini, si conclude così il comunicato dell’AIA:
“Il calcio italiano, peraltro, ha sicuramente bisogno di arbitri sempre più preparati e pronti alle necessità di un mondo che richiede sempre maggiore professionalità, ma ciò non è raggiungibile solo con semplici trasformazioni, ancorché ormai ineludibili, dello status giuridico arbitrale professionistico per gli arbitri di Serie A, ma anche mettendo a disposizione nelle serie minori le migliori risorse tecniche e dirigenziali disponibili.
Questo Comitato Nazionale, infatti, crede fermamente che arbitri di qualità in Serie A saranno possibili anche in prospettiva solo in quanto il calcio saprà ancora investire nella formazione arbitrale dei giovani in Serie C e in Serie D e, più in generale, nelle serie minori.
Proprio in questa direzione si inseriva il progetto tecnico avviato dal Presidente Zappi insieme al Comitato Nazionale, un percorso che meriterebbe di essere proseguito e valorizzato per il suo reale significato e la sua qualità.
L’obiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalità, capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici”.
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