Lo strillo di Borzillo - Credere o non credere? Io ci credo!

Il punto in casa Inter a firma di Gabriele Borzillo
12.10.2021 08:00 di Redazione Calcissimo   vedi letture
Lo strillo di Borzillo - Credere o non credere? Io ci credo!
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La cosa triste, durante le lunghe pause per le qualificazioni mondiali, europee, adesso aggiungiamo l’inutilità della Nations League, una roba senza capo né coda voluta dall’UEFA - un po’ come la Conference League della quale nessuno, e per nessuno intendo proprio nessuno, sentiva la mancanza a parte qualche geniale funzionario che l’ha proposta. Che sai, la coppa delle Coppe faceva tanto retrò, questa roba invece…- è che notizie, alla fine della fiera, o non ce ne sono o le devi andare a cercare davvero col lanternino.

Comunque, bando alle famose ciance, qualche giorno fa ha parlato Giuseppe per tutti Beppe Marotta: ha parlato senza raccontare le solite banalità che ti attendi, che so, in una intervista post partita, dove tutto va bene, noi bravi, gli altri fortunati, pensiamo alla prossima e tutto il campionario al completo. No. Ha parlato toccando argomenti molto interessanti e per gli sportivi in generale e, soprattutto, per i tifosi interisti nel particolare. Un percorso a trecentosessanta gradi partendo dall’addio inatteso di Antonio Conte, a tutt’oggi non ho ancora né letto né tanto meno ascoltato una smentita ufficiale della vicenda così come raccontata dall’Amministratore Delegato nerazzurro, passando per la cessione dell’ex centravanti, dagli altri big che non partiranno e chiosando sulla futura Proprietà, ancora Suning che non vorrebbe scendere dalla macchina in corsa. A parte quest’ultimo punto, trovo assai complicato la prossima estate incontrare nuovamente Steven Zhang, che pure la sua creatura ha imparato ad amarla e si è sinceramente affezionato ai colori del cielo e della notte, pur chiudendo il pensiero precedente tra virgolette che l’economia cinese è assai diversa da quella più vicina a noi, definiamola ondivaga così nessuno si offende, il resto delle parole di Marotta merita un breve approfondimento. Cominciando dalla cessione dell’ex centravanti, perché qualcuno ha fatto, giustamente, notare come anche dopo l’approdo al Paris Saint Germain di Hakimi i dirigenti nerazzurri avevano sottolineato che nessuno avrebbe lasciato Appiano Gentile, nessuno dei presunti numeri uno intendo. Ma, perché c’è un ma, lo stesso Marotta qualche tempo fa,  osservazione ribadita anche di recente, aveva lasciato capire come, di fronte a un calciatore che avesse sentito l’esigenza di lasciare il nerazzurro, la Società non si sarebbe opposta, trattando alle proprie condizioni ovviamente. Ora, la cessione al Chelsea di Lukaku non è scelta societaria, sia chiaro. Eh, vabbè, tanto non partiva lui sarebbe partito un altro. Ma chi lo dice? Ma chi l’ha mai detto? Ma dove provengono tutte queste presunte certezze? Il giocatore ha bussato più volte alla porta di Simone Inzaghi in primo luogo per poi trasferirsi a quella di Beppe, siamo in famiglia Direttore, per esigenza propria. Insomma, lo sappiamo tutti, quando ti chiama la squadra del cuore offrendoti il doppio di quanto guadagni è difficile negarsi. E Lukaku non si è negato.

Ma, in futuro, l’idea è che la dirigenza stia lavorando per costruire una squadra comunque competitiva perlomeno in ambito nazionale. Detto in soldoni, se non si presenta qualcuno pieno di soldi, e per pieno intendo pieno, mica tanto per dire, potremo sicuramente partecipare alla Champions ogni stagione ma, difficilmente, da favoriti. Mentre nel campionato indigeno continueremo a restare ai vertici, senza se e senza ma. In questo senso si leggono i rinnovi di Lautaro, Barella, quello già avvenuto di Bastoni oltre a Skriniar e Brozo. 

La smobilitazione si vede anche da tanti piccoli particolari. Che, dalle parole di Marotta, non avverto minimamente.

Alla prossima.