Tutti pazzi per Kaio Jorge, ma il rischio bidone è dietro l’angolo

28.07.2021 10:40 di Gabriele Cantella   vedi letture
Tutti pazzi per Kaio Jorge, ma il rischio bidone è dietro l’angolo

In Europa impazza la Kaio Jorge mania, ma la storia insegna che i brasiliani lontano da casa spesso deludono…

1) Gabigol

Bomber implacabile nel Santos, indicato come l’erede di gente del calibro di Pelè e Neymar, Gabigol approda all’Inter in pompa magna, ma rimane un oggetto misterioso… Va in prestito al Benfica e stecca anche lì, torna al Santos e ritrova l’antico smalto, quindi passa al Flamengo e trascina il Mengão alla conquista della Coppa Libertadores, laureandosi capocannoniere del torneo!

2) Gerson

Sbarcato a Roma con l’etichetta di fenomeno, il giovane Gerson in giallorosso non lascia traccia e viene spedito in prestito a Firenze, ma anche in maglia viola delude e così torna in Patria al Flamengo, divenendo colonna portante della squadra che nel breve spazio di sei mesi vince campionato brasiliano, Supercoppa del Brasile, Coppa Libertadores e Recopa sudamericana!

3) Oliveira 

Doveva sostituire Shevchenko in campo e nel cuore dei tifosi milanisti, ma col bomber ucraino Ricardo Oliveira aveva in comune soltanto quella maglia numero 7 che società e allenatore gli avevano assegnato forse un tantino incautamente… Il brasiliano in rossonero raccoglie la miseria di 3 gol in 26 partite di campionato prima di togliere il disturbo!

4) Vampeta

Come dimenticare il brasiliano Vampeta, accolto in Italia come l’uomo capace di mettere ordine nello sconclusionato centrocampo nerazzurro e scaricato pochi mesi dopo come un appestato. Più che sul campo, Vampeta si trovava a proprio agio sulle copertine delle riviste di moda, impeccabile nel look con quei baffetti di sapore vagamente anni ’50 e i capelli impomatati!

5) Fabio Junior

Gennaio 1999, Zeman attende fiducioso lo sbarco di Shevchenko nella Capitale, ma al suo posto arriva Fabio Junior! Chi era costui? Centravanti brasiliano, soprannominato O Uragàn, che si proclama meglio di Ronaldo, ma si rivelerà peggio di Aristoteles della Longobarda!