Grande campione non vuol dire grande allenatore

27.04.2021 19:29 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Grande campione non vuol dire grande allenatore

Grande campione non vuol dire necessariamente grande allenatore: chi è stato straordinario fuoriclasse in campo non sempre riesce a ripetersi in panchina…

1) Maradona

In campo Maradona compiva autentici miracoli, rendeva possibile l’impossibile, accarezzava il pallone e prendeva a calci la scienza, ma in panchina Diego non è riuscito a ripetere le mirabolanti imprese realizzate da calciatore: da commissario tecnico dell’Albiceleste subisce un’umiliante eliminazione ai quarti del Mondiale 2010 per mano della Germania, seguita da un inevitabile esonero!

2) Platini

Col pallone tra i piedi Le Roy faceva quel che voleva: dipingeva calcio col pennello dell’artista d’avanguardia, autore di capolavori degni del Louvre! Infallibile dal dischetto, letale su punizione, Michel Platini incarnava al meglio la Grandeur francese ed insieme il prototipo del centrocampista goleador, capace di vincere per tre stagioni di fila la classifica dei marcatori! In panchina però fu tutta un’altra storia: alla guida della Nazionale francese fallì la qualificazione ai Mondiali del 1990 e rimediò una cocente eliminazione al primo turno agli Europei del 1992!

3) Tardelli

Campione del Mondo con l’Italia a Spagna ‘82, pluridecorato con la Juventus, Marco Tardelli ha raccolto invece magre soddisfazioni da allenatore: una sola esperienza in Serie A per lui sulla panchina dell’Inter, conclusa con un inevitabile esonero tra i fischi dei tifosi nerazzurri, che a distanza di anni ricordano quella stagione come un incubo!

4) Ferrara

Catapultato di colpo sulla panchina della Juventus senza aver mai allenato in precedenza, Ciro Ferrara cancella il felice ricordo che i tifosi bianconeri avevano di lui da calciatore, trasformandolo in un autentico incubo! La sua avventura da allenatore della Vecchia Signora si concluderà con un esonero a metà stagione e le cose non andranno meglio alla Samp!

5) Seedorf

Richiamato da Berlusconi al capezzale di un Milan in difficoltà, Clarence Seedorf, che fino a qualche giorno prima era ancora un calciatore del Botafogo, si siede sulla panchina rossonera senza avere alle spalle alcuna esperienza da allenatore: la sua avventura alla guida del Diavolo si conclude con l’esonero e di lì in poi è l’inizio della fine!