Per vincere serve fortuna e ognuno la cerca modo proprio

06.09.2021 17:28 di Redazione Calcissimo   vedi letture
Per vincere serve fortuna e ognuno la cerca modo proprio

Il calcio è anche scaramanzia: per vincere serve fortuna e ognuno la cerca a modo proprio…

1) Francia 1998

Ricordiamo tutti Laurent Blanc che bacia la pelata di Fabien Barthez prima di ogni partita del Mondiale ‘98, ma non fu l’unico rituale propiziatorio di quella Nazionale francese: tutti dovevano mantenere gli stessi posti sul pullman e ascoltare insieme I Will Survive di Gloria Gaynor nello spogliatoio.

2) Lobanovskyi

Se il Colonnello Lobanovskyi ha portato la Dinamo Kiev a vincere 21 titoli nazionali e 5 internazionali, il merito, forse, è da attribuire anche ai suoi riti scaramantici: nessuno dei suoi poteva vestire la maglia numero 13, non erano ammesse donne sul pullman della squadra da cui lui doveva scendere per ultimo e nella formazione iniziale schierava sempre almeno un giocatore coi cappelli rossi.

3) Bobby Moore

Martin Peters guardava affascinato Bobby Moore gironzolare nello spogliatoio dell’Inghilterra campione del Mondo coi pantaloncini in mano: la ragione? Il capitano non li indossava finché tutti i compagni non avevano terminato di vestirsi.

4) Domenech

Alla scaramanzia, Raymond Domenech unisce l’astrologia, di cui da sempre è appassionato:

Quando ho un leone in difesa, ho sempre il mio fucile pronto, come se sapessi che da un momento all’altro potrebbe esserci un pericolo.

5) Trapattoni

Impossibile dimenticare Trapattoni che sparge acqua benedetta sul terreno di gioco ai Mondiali 2002: se il rituale funziona in occasione della gara tra Italia e Messico, propiziando il gol di Del Piero, si rivela purtroppo inefficace in quella con la Corea, che a sorpresa batterà gli Azzurri, condannandoli ad una bruciante eliminazione!