Oggi è un’azienda, ma da ragazzino CR7 non aveva nulla

05.02.2021 17:11 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Oggi è un’azienda, ma da ragazzino CR7 non aveva nulla

Katia Aveiro, sorella di CR7, racconta le umili origini della sua famiglia e un passato di stenti, lontano anni luce dal lusso sfrenato di oggi…

Spifferi e topi

Una vecchia casa piena di spifferi in cui i topi la facevano da padroni, la vita di tutti i giorni in un quartiere povero e desolato: l’infanzia di Katia Aveiro non è stata facile, ma è nelle difficoltà che l’unione fa la forza e il calore di una famiglia fa la differenza…

Sono nata in una vecchia casa, il mio letto era sorretto da mattoni. Sono stata morsa in faccia da un topo quando avevo appena qualche mese (e non mi vergogno di dirlo), grazie a Dio mia madre è arrivata in tempo, altrimenti sarei stata più brutta di come sono oggi. Sono cresciuta in un quartiere povero, sin da piccola ho imparato ad apprezzare quel poco che avevo, la vita ha sempre risposto nel tempo con delle possibilità, sia per me che per chi mi circondava. E ci siamo aiutati a vicenda, attraverso l’unione, perché abbiamo condiviso tutto gli uni con gli altri.

Ama il prossimo tuo

La sorella maggiore di Cristiano Ronaldo sottolinea l’importanza di condividere col prossimo quel poco che si ha, perché si può dare anche senza avere:

Mia madre mi ha insegnato a condividere ciò che avevamo tra noi.  La capacità di aiutare qualcuno non riguarda la propria ricchezza, tutti dovrebbero e possono aiutare qualcuno, indipendentemente dalle proprie condizioni sociali. Le possibilità di aiutare qualcuno sono tante, ci sono molte persone che hanno aiutato me senza saperlo. E tu, aiuti qualcuno?