L’umiltà di Pirlo e l’arroganza di Conte

10.12.2020 09:09 di Gabriele Cantella   Vedi letture
L’umiltà di Pirlo e l’arroganza di Conte

Il Barcellona, anzi quel che ne rimane, era poca roba, premessa doverosa, ma finalmente si è vista una Juve corta, aggressiva, pronta a recuperare il pallone pressando alto, con intensità e ritmo! 

Non è un caso che non appena Pirlo ha messo da parte la sua fantasiosa idea di calcio liquido in cui si difende in un modo e si attacca in un altro, sia cambiata la musica...

La squadra forse per la prima volta sapeva cosa fare, ogni giocatore al suo posto in un 3-5-2 che garantiva superiorità a centrocampo e ripartenze veloci!

Neppure è un caso, che messi fuori Chiesa, Kulusevski e l’imbarazzante Dybala dell’ultimo periodo, si siano visti più equilibrio ed una maggiore linearità nella manovra...

P.s. Ottimo lavoro di Morata soprattutto in ripartenza, ma anche stavolta nel grande appuntamento non iscrive il suo nome sul tabellino dei marcatori: in questo deve migliorare! Gli va riconosciuta una maturazione che stupisce, ma se si limita a segnare contro Dinamo Kiev, Benevento, Ferencvaros e Crotone non può bastare! Se riuscirà a trovare quella continuità che però finora gli è sempre mancata, allora per lui sarà la svolta... Più gol e contro avversari più importanti, questo deve augurarsi Pirlo...

Chi invece pare non evolversi mai, restando sempre uguale a sè stesso è Antonio Conte: fossi in Zhang, comincerei a decurtargli lo stipendio del 50%, ma anche in questo caso guadagnerebbe comunque di più di quello che percepiva Spalletti, il quale, risultati alla mano, ha raccolto quanto lui... 

Pur di non far giocare Eriksen ha preferito schierare Barella infortunato e questo la dice lunga sulla sua ostinazione quasi masochistica...

Di chi sarà la colpa a sto giro? Della società? Dei calciatori? Di tutti, tranne che sua ovviamente!