Aneddoti e leggende su Maurizio Sarri

14.06.2021 09:53 di Gabriele Cantella   vedi letture
Aneddoti e leggende su Maurizio Sarri

Alla scoperta del personaggio Maurizio Sarri tra aneddoti e leggende metropolitane, che contribuiscono ad alimentare la curiosità intorno al neo tecnico della Lazio…

Dica 33

In tanti gli puntano il dito contro per la sua lunga gavetta sui campi brulli e pietrosi delle categorie inferiori, ignari che quegli anni vissuti ai margini del calcio che conta hanno forgiato il suo carattere e plasmato la sua idea di gioco. Un gioco moderno, offensivo, spiegato e insegnato ai suoi calciatori attraverso esercizi ripetuti allo sfinimento: si narra che, ai tempi del Sansovino, in Eccellenza, Sarri adottasse sino a 33 schemi su palla inattiva e a chi gli chiedeva quanti fossero in realtà, lui rispondeva che non erano proprio 33, ma di certo più di 30.

Il quadernetto

Non ha giocato ad alti livelli, ma il ‘Secco’, così lo avevano ribattezzato per la sua figura alta e allampanata, osservava tutto quel che accadeva in campo e al termine di ogni partita lo annotava puntualmente sull’immancabile quadernetto.

Il gatto nero 

Non solo tattica, però, anche tanta scaramanzia: raccontano che una volta non si presentò agli allenamenti, perché, nel tragitto da casa al centro sportivo, un gatto nero gli aveva tagliato la strada; così, lui fermò l’ auto e decise che non sarebbe ripartito finché non fosse passata un’ altra macchina. Purtroppo quel giorno, di lì, non passava un cane… 

Tuta e sigarette 

E poi le sigarette, le Merit, sempre quelle, una via l’altra. E quella tuta, che indossa come una seconda pelle e non si è più sfilato dal giorno in cui ha appeso nell’armadio il completo da consulente bancario.