Giorgio Chiellini racconta Gaetano Scirea

La recensione del libro scritto dal difensore di Juve e Nazionale.
25.05.2019 10:00 di Redazione Calcissimo   Vedi letture
Giorgio Chiellini
Giorgio Chiellini

Due temperamenti diversi, due caratteri differenti, due stili di gioco agli antipodi ma lo stesso ruolo e la stessa passione per una maglia: quella a strisce bianconere della Juventus. Gaetano Scirea e Giorgio Chiellini, temporalmente lontani ma molto più che vicini per grinta e determinazione. Il grande Gaetano è il protagonista del libro firmato dal difensore della squadra campione d’Italia e della Nazionale “C’è un angelo bianconero”, edito da Mondadori. “Il mio maestro si chiama Scirea”, si legge nel sottotitolo contenuto sulla copertina del volume, un autentico tributo al campione di correttezza e di sportività quale è stato Gaetano. Una delle bandiere bianconere più osannate, troppo presto strappato alla vita terrena. Più di trecento partite con la stessa maglia, mai un’espulsione: Gaetano Scirea è stato davvero un mito non solo per i tifosi della Vecchia Signora. “Un angelo caduto nel mondo del pallone”, così lo descrisse Enzo Bearzot. E ancora, Alessandro Del Piero disse una volta: “Il mio sogno sarebbe stato quello di essere visto dai bambini come io vedevo lui allora”. Chiellini, una delle bandiere della Juve di oggi, ha fatto un lungo ed appassionato viaggio indietro nel tempo, per cercare nella memoria e nelle immagini le gesta di Scirea e i suoi silenzi, per raccontare una vera e propria lezione di vita e di sport. Un incontro tra anime lontane che hanno svolto lo stesso mestiere, con la stessa maglia, quasi amici per la pelle seppur senza conoscersi. Antonio Longo