Fallimenti Azzurri, le eliminazioni lampo dell’Italia

Nella storia dei Mondiali, contando l’ultima sfortunata spedizione in Brasile, sono 7 le edizioni della rassegna iridata che hanno visto gli Azzurri uscire mestamente ai gironi di qualificazione.
 di Luca Franzosi  articolo letto 254 volte
Fallimenti Azzurri, le eliminazioni lampo dell’Italia

Contando l’ultima sciagurata spedizione in Brasile, sono 7 le edizioni dei Mondiali che hanno visto gli Azzurri uscire mestamente ai gironi di qualificazione. Spicca un grande filo conduttore nei nostri fallimenti, tra errori arbitrali, disastri tattici, spogliatoi spaccati: le polemiche seguite a ogni eliminazione. Dalla crociera del 1950 alla battaglia di Santiago, dalla prima storica Corea al vaff… di Chinaglia, dalla Slovacchia… al morso di Suarez.

1950: L’assurda crociera sull’Atlantico

Dopo la tragedia del Grande Torino, la selezione italiana era scaduta a livelli di secondo rango, ben lontana da quella pre-guerra che aveva trionfato in due edizioni del Mondiale, nel ’34 e nel ’38. Ancora influenzati dal tragico incidente di Superga, i calciatori e la Federazione (appoggiati dalla stampa e da buona parte dell’opinione pubblica) decisero di andare in Brasile non in aereo (sarebbero state 35 ore di viaggio), ma in nave (15 giorni). Non fu una scelta felice. I palloni finirono tutti in acqua in pochi giorni, l’unica vera partita di allenamento fu giocata alle Isole Canarie. La preparazione atletica fu da dimenticare, molti giocatori arrivarono in Sudamerica devastati dal mal di mare. L’avventura in Brasile durò 8 giorni, il tempo tra le due partite contro Svezia (ko per 3-2) e Paraguay (vittoria inutile per 2-0). Poi tutti a casa, questa volta in aereo.

1954: L’arbitro brasiliano preso a calci dagli Azzurri

Un’Italia squarciata dalla polemica tra i difensivisti e gli offensivisti approdò in Svizzera senza le idee chiare, e fu falciata dai padroni di casa, spinti da alcuni favori arbitrali. Nell’esordio a Losanna la Nazionale fu sconfitta per 2-1 dagli elvetici, aiutati dallo scandaloso arbitro brasiliano Viana, che annullò un gol regolarissimo degli Azzurri sull’1-1. A fine partita gli italiani presero letteralmente a calci il fischietto sudamericano, che aveva trascorso la vigilia del match... nel ritiro elvetico. L’Italia vincerà poi con il Belgio per 4-1 e sarà battuta un’altra volta dai padroni di casa nello spareggio, uscendo prematuramente dalla competizione.

1962: Picchiati ed eliminati dai padroni di casa

Nel 1958 neanche ci andammo al Mondiale, fummo esclusi dopo un pessimo girone di qualificazione che ci vide sconfitti dall’Irlanda del Nord. Nel 1962, in Cile, fu ancora fatale agli Azzurri il confronto con i padroni di casa in quella che fu poi definita la “battaglia di Santiago”. Inveleniti per alcuni reportage dei cronisti italiani, i sudamericani trasformarono il match di Santiago in una caccia all’uomo, dove però furono solo due dei nostri ad essere espulsi dall’arbitro inglese Aston. La partita, interrotta più volte dalle risse sedate a stento dai gendarmi, finì 2-0 per i cileni. La vendetta era compiuta: a nulla servì il 3-0 degli Azzurri nell'ultima gara contro la Svizzera.

1966: La Corea

La grande débâcle del calcio italiano avvenne però quattro anni dopo, in Inghilterra. Una buona Nazionale, dopo le vittorie contro il Cile e la sconfitta di misura contro l’Urss, si apprestava a spianare nell’ultima partita del girone i dilettanti della Corea del Nord, definiti “Ridolini” dal vice di Fabbri, Valcareggi, che aveva assistito a una gara degli asiatici. Il grave errore di sottovalutazione costò caro agli Azzurri, penalizzati dall’infortunio alla mezz’ora di Bulgarelli e irretiti dal gioco semplice e veloce degli avversari. Mentre in attacco la Nazionale sbagliava occasioni su occasioni, la difesa si fece sorprendere da Pak Doo-Ik: la rete del “dentista” (in verità era un militare) entrò nella storia, e punì ed eliminò un’Italia nervosa e arrogante, accolta puntualmente a pomodorate al ritorno in patria.

1974: Haiti e il vaff… di Long John

La spedizione del 1974 fu un clamoroso buco nell’acqua. L’Italia arrivava in Germania con il pedigree della favorita insieme ai padroni di casa, l’Olanda e il Brasile, ma a distruggere le certezze e il gruppo azzurro fu la prima partita contro Haiti. Zoff, imbattuto da dodici gare, record assoluto, fu trafitto clamorosamente da Sanon, che fermò il suo primato a 1143 minuti. Gli Azzurri ribaltarono il risultato ma furono scossi nella ripresa dai ripetuti “vaffa…” di Chinaglia al ct Valcareggi al momento del cambio con Anastasi: la Nazionale, lacerata internamente, pagò a caro prezzo la tensione e fu eliminata nella terza partita dalla Polonia.

2010: i campioni bolliti umiliati dalla Slovacchia

Dal 1974, il nostro calcio fiorì inanellando una serie di risultati lusinghieri ai Mondiali: il quarto posto nel 1978, la vittoria nel 1982, il terzo posto nel 1990 e il secondo nel 1994. Fuori contro la Francia futura vincitrice ai quarti, ma solo ai rigori, nel 1998, e un’altra grande vittoria nel 2006. Gli unici nei, le eliminazioni agli ottavi contro la Francia nel 1986 e contro la Corea del Sud nel 2002.

Poi venne il 2010, e una delle peggiori “Italie” di sempre.  I ricambi generazionali non più all’altezza, i campioni del 2006 a fine ciclo, gli infortuni di Buffon e Pirlo e le scelte di Lippi furono alla base del clamoroso fallimento in Sudafrica. Gli Azzurri arrivarono ultimi in uno dei gironi più facili della loro storia, con Nuova Zelanda, Slovacchia e Paraguay, pareggiando contro oceanici e sudamericani, e perdendo nella partita decisiva contro Hamsik e compagni. Per la prima volta, la Nazionale tornava a casa senza vincere una partita nella rassegna iridata.