Auguri a...20 luglio: Sebastiano Rossi

L'ex portiere del Milan, detentore del record di imbattibilità in Serie A con 929 minuti, compie 54 anni.
20.07.2019 07:30 di Giuseppe Sardiello   Vedi letture
Sebastiano Rossi
Sebastiano Rossi

Sebastiano Rossi nasce a Cesena il 20 luglio 1964 e prima di intraprendere la carriera calcistica si dilettò anche nel basket, grazie alla sua notevole altezza (197 cm), scegliendo, intorno ai 15 anni, di diventare portiere compiendo tutta la trafila nelle giovanili del Cesena, squadra della sua città. In prestito al Forlì in Serie C1 giocò le sue prime partite da professionista, sommando alla fine 11 presenze e 13 gol subìti. Trascorse quindi due stagioni (di nuovo Cesena e poi Empoli) senza mai scendere in campo. Nel 1985 fu mandato a giocare a Firenze, di nuovo in C1, nella Rondinella Marzocco: furono 28 partite con 19 gol subìti. Rientrato alla fine della stagione dal prestito, dal 1986 al 1990 Rossi fu titolare fisso del Cesena, squadra con la quale esordì in serie A il 13 settembre 1987, in occasione della partita Cesena-Napoli.

Nell'estate del 1990 il Cesena lo cedette al Milan, che lo acquistò come riserva di Pazzagli. Con la cessione di quest'ultimo al Bologna nel 1991, Rossi divenne titolare indiscusso, pur con l'effimera concorrenza di Francesco Antonioli nel campionato 1992-93, vincendo in quel periodo cinque scudetti (tre consecutivi dal 1992 al 1994, e poi altri due nel 1996 e 1999), una Coppa dei Campioni (1994), una Supercoppa Europea (1994) e tre Supercoppe Italiane (1992, 1993 e 1994). Nella stagione 1993-1994 superò inoltre il precedente primato di Dino Zoff (903 minuti) e conquistò il primo posto nella classifica dei portieri imbattuti in Serie A, con 929 minuti che è tuttora primato ineguagliato.

Nella stagione 1996-97 fu relegato temporaneamente in panchina a vantaggio del giovane Angelo Pagotto, ma riguadagnò il posto da titolare dopo poco tempo. Con l'arrivo di Massimo Taibi, nella stagione 1997-98, Rossi non giocò il girone d'andata ma recuperò il posto da titolare a partire dall'inizio della tornata di ritorno. L'anno successivo perse definitivamente il posto da titolare in prima squadra, che aveva peraltro da poco ripreso ai danni del tedesco Jens Lehmann ingaggiato quell'estate, a causa di un episodio accaduto durante Milan-Perugia 2-1: dopo un rigore battuto e segnato dal giapponese Nakata, il portiere aggredì il perugino Bucchi, reo di voler andare a recuperare il pallone in fondo alla rete; tale gesto costò il cartellino rosso e cinque giornate di squalifica all'estremo difensore. L'allora allenatore Alberto Zaccheroni fu costretto ad affidare la porta milanista al terzo nel ruolo, il ventunenne Christian Abbiati, il quale fu autore di diverse buone prestazioni rimanendo così titolare sino al termine della stagione, culminata con la conquista del sedicesimo scudetto rossonero. 

Alla fine della stagione 2001-2002, nella quale era nuovamente tornato in panchina, lasciò il Milan e fu ingaggiato dal Perugia, squadra con la quale giocò una sola stagione e chiuse la carriera nel 2003 a 39 anni con 346 gettoni in Serie A.