Auguri a...14 luglio: Samir Handanovic

Il portiere sloveno dell'Inter compie 34 anni.
14.07.2018 07:30 di Giuseppe Sardiello  articolo letto 379 volte
Samir Handanovic
Samir Handanovic

Samir Handanovic nasce a Lubiana il 14 luglio 1984 e cresce calcisticamente nelle giovanili del Domžale, squadra in cui esordirà in campionato nella stagione 2003-2004, giocando 7 incontri e subendo 4 reti. Nel 2004, a 20 anni, viene acquistato dall'Udinese con cui esordisce con Coppa Italia nella partita Lecce-Udinese (4-5). Fa il suo esordio in Serie A con la maglia bianconera il 15 maggio 2005 in Udinese-Sampdoria (1-1): entrando sullo 0-1 al 28' per l'infortunio del portiere titolare Morgan De Sanctis, mantiene la propria porta inviolata sia in questa partita sia nelle ultime due giornate di campionato che separano la società bianconera dal termine della stagione.

Nelle due stagioni successive gioca in prestito al Treviso fino a gennaio, passando poi alla Lazio, dove gioca solo una gara senza, peraltro, subire gol. Nel 2006-2007 viene ceduto in prestito dall'Udinese al Rimini, in Serie B: dopo un inizio stagionale non esaltante si riscatta dimostrandosi un eccellente portiere, contribuendo a mantenere i romagnoli a lungo candidati per la promozione. Nei confronti diretti con la Juventus il portiere permetterà ai suoi di pareggiare con numerosi interventi decisivi, 1-1 all'andata a Rimini e 0-0 nel ritorno a Torino, gara quest'ultima in cui i quotidiani nazionali gli attribuiranno voti in pagella altissimi. Le prestazioni sono tali da fargli ottenere il riconoscimento di secondo miglior portiere della Serie B, dopo Gianluigi Buffon. È questa una stagione cruciale per il portiere, che dall'anno successivo giocherà in Serie A. Con il Rimini colleziona 39 presenze subendo 36 goal.

Torna a Udine per sostituire il partente De Sanctis, conquistando il posto da titolare ai danni di Antonio Chimenti e comincia a mettersi in mostra come para-rigori, fermando dal dischetto prima Giovinco, poi Kakà. In Friuli rimane fino al 2012 crescendo come para-rigori (4 su 4 nel 2011, respingendo i tiri dal dischetto di Eto'o, Barreto, Di Michele e Hamšík). 

Nell'estate dello stesso anno viene ceduto all'Inter, in comproprietà, per 11 milioni di euro, oltre alla metà del cartellino di Faraoni. Debutta il 2 agosto, contro l'Hajduk Spalato nel terzo turno preliminare di Europa League. Il 16 settembre ottiene la prima presenza in A con i nerazzurri (in Torino-Inter). Quattro giorni dopo, contro il Rubin Kazan, para il suo primo rigore a Natkho. Il 9 dicembre, in Inter-Napoli, raggiunge le 200 presenze in massima serie. L'anno successivo viene interamente riscattato dalla società milanese e durante la stagione, nonostante le prestazione della sua squadra non siano delle migliori, si mette in luce con interventi decisivi che, a volte, salvano la baracca. In nerazzurro compie la grande impresa di parare sei rigori consecutivi, cinque in A ed uno in Europa League. Nel campionato italiano ha neutralizzato i tiri di Maxi López, Cassano, Larrondo, Cossu e Toni (diventando il secondo portiere per rigori parati, 21, alle spalle di Paglica con 24), mentre in coppa ha respinto la conclusione di Konopljanka del Dnipro, totalizzando nell'occasione la centesima presenza con la squadra nerazzurra. Il finale di stagione non è dei migliori visto le varie voci di mercato che lo interessano. Nonostante tutto viene confermato dalla società e continua ad essere considerato dal tecnico Roberto Mancini un giocatore fondamentale su cui ricostruire la squadra per la prossima stagione, quella del rilancio, in attesa di un rinnovo del contratto, in scadenza 2016, che tarda ad arrivare.

E' portiere anche della nazionale slovena dal 2004, quando esordì il 17 novembre in Slovacchia-Slovenia, e con cui ha partecipato ai Mondiali 2010, competizione in cui ha giocato tutte e tre le partite della sua Nazionale.