Auguri a...10 luglio: Mario Gomez

L'ex attaccante della Fiorentina spegne 33 candeline.
10.07.2018 07:30 di Giuseppe Sardiello  articolo letto 361 volte
Mario Gomez
Mario Gomez

Mario Gomez nasce a Riedlingen, un comune tedesco situato nel land del Baden-Württemberg, da padre andaluso e madre tedesca, ma è cresciuto a Unlingen, in Svevia superiore. Ed è qui che muove i suoi primi passi da calciatore, nelle giovanili dell'SV Unlingen, per poi militare con le maglie di FV Saulgau e SSV Ulm 1846. Nel 2001 passa allo Stoccarda e dopo due annate nelle giovanili viene inserito nella squadra amatoriale della Regionalliga e, nella stessa stagione, debutta con la prima squadra in Champions League, nella gara del 9 marzo contro il Chelsea, e in Bundesliga. Nella stagione successiva gioca ancora stabilmente nella Regionalliga, realizzando 15 reti in 24 partite, e gioca 8 gare con la prima squadra in Bundesliga. Dal 2005-2006 viene inserito stabilmente nella prima squadra giocando 30 partite e segnando 6 reti in campionato, aggiungendo 2 gol in 5 gare in Coppa UEFA e 3 reti in Coppa di Germania. Nel 2007 si ferma a causa di una lacerazione ad un legamento del ginocchio che lo tiene fermo fino al 12 maggio e nel giorno del rientro realizza immediatamente una rete spingendo lo Stoccarda a ridosso della vetta del campionato, poi vinto a fine stagione con due punti di vantaggio sullo Schalke 04. Al termine della stagione viene nominato Calciatore tedesco dell'anno e l'anno successivo realizza 19 reti in 25 presenze, risultando secondo nella classifica marcatori dietro a Luca Toni, mentre diventa capocannoniere della Coppa di Germania con i suoi sei gol.

A fine satgione annuncia di voler trasferirsi al Bayern Monaco, che lo acquista per 30 milioni di euro. Il suo acquisto è avvenuto prima della chiamata del nuovo tecnico, Louis van Gaal, che, ben poco entusiasta, dichiara presto che questa ingente spesa non era necessaria per il suo progetto. Esordisce con il Bayern il 2 agosto 2009 in Coppa di Germania contro il SpVgg Neckarelz, gara nel quale realizza una doppietta. L'esordio in campionato avviene qualche giorno dopo, l'8 agosto, nella gara pareggiata 1-1 contro l'Hoffenheim, mentre il 15 agosto realizza il suo primo gol in campionato nella gara pareggiata 1-1 contro il Werder Bremen. L'8 dicembre segna un gol alla Juventus in Champions League, nella gara vinta dal Bayern per 4-1. Al termine della stagione, Gómez festeggia la vittoria del suo secondo scudetto personale e della sua prima Coppa di Germania. La sua prima stagione al Bayern si conclude con 14 realizzazioni: 3 in coppa, una in Champions e 10 in campionato. La seconda annata al Bayern si apre con la vittoria della Supercoppa di Germania contro lo Schalke 04, gara in cui Gómez non viene neppure convocato ma, complici i successivi infortuni ai big dei bavaresi riesce a giocare con continuità mettendo a segno ben 28 gol in totale, vincendo il titolo di capocannoniere e contribuisce in maniera decisiva al terzo posto in campionato. Nelle due stagioni successive continua a segnare a raffica: nel 2011-2012 arriva anche in finale di Champions perdendola in finale contro il Chelsea ma entra ben 41 volte nel tabellino dei marcatori: 26 volte in campionato, 12 in Champions e 2 in coppa di Germania. L'anno dopo vince la Champions in finale con il Borussia Dortmund e completa il Triplete, ma l'avvento di Mandzukic gli toglie minutaggio e al termine di quella stagione sceglie di trasferirsi in Italia, alla Fiorentina.

I viola spendono quasi 20 milioni per l'attaccante tedesco ma ben presto devono fare i conti con la sfortuna: il 15 settembre 2013 nella gara contro il Cagliari si fa male al ginocchio, procurandosi una lesione parziale al legamento che lo tiene praticamente fermo, tra ricadute e altre problematiche, per il resto della stagione. Nella stagione successiva non riesce mai a ritrovare lo smalto dei tempi migliori e il suo score totale dopo 2 stagioni a Firenze è di 14 reti in 49 apparizioni tra le varie competizioni.

Quindi il trasferimento in Turchia, alla corte del Besiktas, dove ritrova lo smalto dei tempi migliori vincendo in un colpo solo titolo di capocannoniere e campionato nazionale, prima di tornare in Germania al Wolfsburg e quindi nella sua amata Stoccarda.