Parla Maldini: "Gattuso? Non siamo più compagni, devo valutarlo"

Il dirigente rossonero parla della situazione del tecnico
23.05.2019 08:02 di Redazione Calcissimo   Vedi letture
Paolo Maldini
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Paolo Maldini

"Il suo operato lo devo valutare in modo freddo. Abbiamo ruoli diversi, non siamo compagni di squadra". Paolo Maldini, in un'intervista rilasciata ai microfoni di Dazn, parla di mister Rino Gattuso. Prima lottavano e trionfavano insieme in campo, adesso i ruoli sono cambiati. L'ex capitano ha la qualifica di Direttore Sviluppo Strategico Area Sport, l'ex centrocampista e' l'allenatore di un Milan che a una giornata dalla fine del campionato continua a lottare per la Champions. "Io e Gattuso? Bisogna avere rispetto della persona che hai davanti. Siamo tutti e due li' per fare in modo che la cosa funzioni: le vedute possono essere diverse, ma il nostro rapporto aiuta a superare i momenti di difficolta'...", spiega Maldini che, nella chiacchierata con Diletta Leotta, si sofferma sul suo ruolo all'interno del club della sua vita. "Direttore strategico dell'area sport del Milan e' un titolo che puo' spiegare tante cose o anche niente... Leonardo ha preso questa posizione di dirigente a 360 gradi, piu' di un direttore sportivo, e mi ha chiesto di accompagnarlo in questa avventura... la definizione del ruolo e' poco importante, quello che importa e' che siamo a capo dell'area sportiva". 

"E' una bella sfida, piena di sentimento... la mia vita sportiva e' sempre stata legata a questi colori, a questa citta', quindi e' la chiusura di un cerchio. Sembrava naturale, ma non era detto che accadesse", ha aggiunto Maldini che parla del futuro del club. Il suo obiettivo e' "Avere un Milan che torni protagonista. Ci vorra' magari un po' di tempo, ma l'idea e' di avere uno stadio di proprieta', magari assieme all'Inter ma di altissimo livello, insomma e' un progetto a lunga scadenza...". C'e' spazio anche per tornare alla sua carriera da calciatore, al campione che e' stato e al ruolo che ha avuto in un grandissimo Milan. Gli e' capitato di gestire situazioni difficili e sotto stress come "Prima della finale di Champions League a Manchester contro la Juve - dice riferendosi al 2003 -.

Siamo tornati in finale dopo 9 anni, molti compagni non erano mai stati in una finale di Champions League: ho dovuto fingere di essere la persona piu' tranquilla del mondo e tutti mi dicevano "ma cavolo Paolo come fai a essere cosi' tranquillo?" e io dicevo "eh sai e' l'abitudine!" e invece dentro di me avevo il fuoco, pero' son riuscito a gestire quella pressione. Si stupivano che dormissi: avevo preso una pastiglia per dormire - ride l'ex capitano -. Sono piccole bugie che danno sicurezza al gruppo". La dinastia Maldini, dopo Cesare e Paolo, pare sia destinata a continuare sempre colorata di rossonero. "Daniel e' il primo fantasista della dinastia Maldini, e' l'unico con quelle attitudini, da trequartista, da goleador. E' un po' ambidestro anche lui come me - dice Maldini parlando del figlio -. Nel carattere suo rivedo alcune cose mie e poi nei movimenti c'e' genetica perche' come la gente rivede me nei miei due figli, la gente rivedeva mio padre in me ai miei esordi".