Antonio Conte: da stella a buco nero! Difficile dire di no a 9 milioni a stagione, ma la dignità non ha prezzo!

Il tecnico leccese dev’essersi scordato di quando i tifosi interisti lo additavano come ladro e dopato...
31.05.2019 10:00 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Antonio Conte
Antonio Conte

Ora è ufficiale: Antonio Conte allenerà l’Inter, con buona pace di chi lo credeva juventino nell’anima! Juventino, Conte, non lo è mai stato, perché, lo disse lui stesso anni fa, è prima di tutto un professionista e un professionista non bada ai colori o ai sentimenti. Oggi sei qui, domani lì, dopodomani da un’altra parte. Dunque aveva tutto il sacrosanto diritto di accasarsi all’Inter e nessuno può rimproverarglielo, ma ogni scelta porta con sè inevitabili conseguenze e per questo, allo stesso modo, i tifosi della Juve hanno tutto il sacrosanto diritto di chiedere la rimozione della sua stella dallo Stadium! La stella di Conte ha brillato a lungo nel firmamento bianconero, ma poi, come ci insegna la scienza, ha subito un collasso gravitazionale, trasformandosi in un buco nero! Dove fino a ieri brillava una stella, oggi è rimasto un buco nero! Le gesta del Conte juventino (nel senso di tesserato della Juventus, non di suo tifoso) non si cancellano ed un grazie per ciò che ha fatto e vinto è doveroso, ma è lecito chiedersi cosa mai lo abbia spinto a sposare la causa di chi per anni lo ha fischiato e infamato, additandolo come dopato, ladro e scommettitore incallito! Antonio Conte aveva 9 milioni (più bonus) di validissime ragioni per dire sì all’Inter, ma la dignità, quella, non ha prezzo! Che al tecnico leccese della dignità non importasse granché, del resto, s’era capito il giorno di quella conferenza stampa ‘Agghicciande’, nel corso della quale aveva vomitato il proprio disgusto nei confronti della FIGC, che lo aveva ingiustamente processato e condannato, e si diceva felice di non dover più avere a che fare con loro... Peccato però, che appena un paio d’anni più tardi, Conte avrebbe accettato l’incarico di commissario tecnico della Nazionale, scordandosi dell’onta subita dalla Federazione, per quattro milioni e mezzo di validissime ragioni!