Inter-Icardi: Spalletti e Marotta hanno fatto bene!

La ricostruzione di tutto quello che ha portato mauro Icardi a non essere più il capitano dell' Inter
13.02.2019 18:28 di Redazione Calcissimo  articolo letto 2427 volte
Mauro Icardi
Mauro Icardi

E’ arrivato il punto di non ritorno, è arrivato il momento in cui la società Inter si è trovata costretta a prendere una decisione dolorosa ma inevitabile. Mauro Icardi non è più il capitano dei nerazzurri, inoltre il centravanti argentino non è stato convocato per la trasferta di Vienna in Europa League. Andiamo a ricostruire i fatti che hanno portato ad una decisione per certi versi clamorosa.

Dopo la vittoria di Parma, in conferenza stampa Spalletti aveva fatto ben intendere come la situazione Icardi fosse diventato un problema da risolvere nel più breve tempo possibile. Il tecnico di Certaldo aveva annusato i malumori di uno spogliatoio che non riconosceva nel numero 9 nerazzurro il punto di riferimento da seguire. Marotta, capita la situazione, ha voluto subito un confronto con il tecnico e di comune accordo si è arrivati alla scelta ufficializzata oggi.

Quali sono le motivazioni che hanno portato la dirigenza a prendere questa decisione?
Sicuramente le dichiarazioni della moglie-agente del calciatore (Wanda Nara) ospite fissa in tv non sono piaciute ai compagni di squadra. La showgirl argentina, dapprima ha indicato in Icardi il giocatore in grado di far cedere o di far acquistare dei giocatori dalla società in base solo alle sue volontà, poi si è permessa di rivelare come dietro alla decisione di Perisic ci fossero dei motivi personali del croato (cosa che doveva rimanere privata), infine ha dichiarato che piuttosto del rinnovo di contratto ad Icardi sarebbe stato meglio che la società comprasse 4/5 giocatori in grado di servirlo al meglio per fare gol. L’ultima dichiarazione è stata quella che ha fatto definitivamente traboccare il vaso, con i compagni di Icardi che si sono sentiti etichettare da Wanda  come dei “pipponi” anche se in maniera velata.

Di per se il rinnovo del contratto poco c’entra con la decisione presa oggi, ma è comunque evidente il fastidio della dirigenza nerazzurra alle continue uscite pubbliche della moglie del giocatore. Dichiarazioni che non hanno fatto altro che complicare in maniera decisa le trattative per un adeguamento di contratto che solitamente si effettuano in maniera privata.

Il giocatore dal canto suo non ha mai preso posizione in queste dinamiche, se non una volta per difendere con vigore l’operato del suo procuratore. Tutto questo Icardi lo ha pagato anche in mezzo al rettangolo di gioco, mai è stata così lunga la sua striscia di partite consecutive a secco di gol. Ecco allora che il suo ruolo da capitano poco si addice a tutta una serie di situazioni venutesi a creare negli ultimi mesi. Se la dirigenza voleva una squadra unita e pronta a remare tutta nella stessa direzione non aveva altro tipo di scelta.

Chiaro che dal punto di vista tecnico, un’ Inter senza Icardi, è una squadra depotenziata che rischia di mettere in discussione una qualificazione Champions fondamentale per il club. D’altro canto però un gruppo non allineato al suo capitano e non unito difficilmente comunque avrebbe raggiunto l’obiettivo.

La società ha fatto bene, troppo alto il rischio di sfasciare lo spogliatoio. Ora toccherà ad Icardi far vedere di che pasta è fatto. Mauro ha 2 possibilità: la prima è quella di ricompattarsi con i compagni, lavorare in silenzio sul fronte rinnovo di contratto, e tornare a fare i gol che ha sempre fatto. L’altra invece porta ad una rottura totale con l’ambiente nerazzurro, con probabile panchina nei prossimi mesi e cessione a fine stagione.

Andrea De Boni