18 gennaio 1953, quella volta che Amadei al 90' fece esplodere il Vomero e piangere la 'Signora'

Nelle immagini di repertorio una delle vittorie più emozionanti per i cuori azzurri.
24.07.2015 11:00 di Giuseppe Sardiello   Vedi letture
Amedeo Amadei
Amedeo Amadei

Era il campionato 1952-1953 e il Napoli dell'allora presidente Lauro si era svenato per assicurarsi le prestazioni di Hasse Jeppson soprannominato 'o Banco 'e Napule", centravanti svedese dell'Atalanta. La squadra allenata da Monzeglio, dopo il ritorno in Serie A avvenuto nel 1950, si barcamenava intorno al sesto posto ma, soprattutto, non batteva la Juventus di Gianni Agnelli da ben 12 anni. Una fredda giornata d'inverno al 'Vomero', con il pubblico delle grandi occasioni (quale occasione più grande di un Napoli-Juventus), è in programma la 17a giornata di Serie A: arriva la Vecchia Signora!

In città non si parlava d'altro, si desiderava ardentemente battere l'odiata rivale. Ma l'inizio della gara fu traumatico: al 10' la Juve era già avanti di due gol grazie all'immancabile centro del danese, e capocannoniere indiscusso dei bianconeri, John Hansen e la rete del connazionale Præst. 2-0 e Vomero zittito. Gli azzurri non ci stanno, il pubblico li spinge e in pochi minuti dal 24' al 30' prima Pesaola poi 'o Banco 'e Napule" Jeppson pareggiano. Nella ripresa il Napoli domina ma viene fermato da una traversa e da un grande Cavalli, poi rischia di capitolare quando Hansen si mangia un gol già fatto. Sta per scoccare il 90' quando Amadei fa esplodere il Vomero e batte Cavalli consegnando al Napoli un successo atteso ma diventato insperato contro i campioni d'Italia. Il pubblico è in delirio lui, Amedeo Amadei, non perde la calma "lui il 10, un 10 con lode".