VIDEO - Meteore del calcio: il calciatore che guadagnò 42mila euro al minuto...

L'Atalanta lo considerò l'acquisto del secolo. Ma lo pagò caro...
22.06.2014 13:00 di Marco Enzo Venturini   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
VIDEO - Meteore del calcio: il calciatore che guadagnò 42mila euro al minuto...

E' l'estate del 2007, l'Atalanta si è messa alle spalle la tremenda retrocessione del 2005 (con la prima vittoria solo alla 17esima giornata e un'ultima posizione mai abbandonata per tutta la stagione) vincendo la cadetteria del 2006 e sfiorando l'Europa nel campionato successivo. Dopo due stagioni simili Stefano Colantuono ha mercato e lascia Bergamo per Palermo, così la famiglia Ruggeri decide di regalare ai nerazzurri due uomini di primissimo livello per festeggiare il centenario a ottobre: Luigi Delneri in panchina e Costinha in cabina di regia.

Francisco José Rodrigues Da Costa ha 33 anni, ma un curriculum da urlo: ha vinto un campionato di Francia nel Monaco e soprattutto due titoli di campione del Portogallo, una Coppa Uefa, una Champions League e una Coppa Intercontinentale con il formidabile Porto di José Mourinho. Il problema è che in quell'estate del 2004 lo 'Special One' lasciò per il Chelsea e proprio Costinha (uno dei leader dello spogliatoio) fu fondamentale nella rapidissima cacciata di chi lo sostituì: mister Delneri.

A Bergamo pertanto, a fronte dei tanti che si strabuzzano gli occhi, qualcuno teme che i due a distanza di soli tre anni possano faticare ad andare d'accordo. Ma poco male, la dirigenza è convinta: sarà lui l'acquisto del secolo.

E la prima apparizione all'Atleti Azzurri d'Italia lascia ben sperare: il 2 settembre, esordio casalingo dell'Atalanta contro il Parma, il lusitano parte titolare e, pur denotando un evidente ritardo di condizione, mostra carattere, personalità, una lucidità tattica assoluta e buon piede, sfiorando anche il palo in un tiro dalla media distanza. L'acquisto del secolo ha iniziato a ingranare. E quando al 54' lascia il campo a Tissone lo stadio tributa un'ovazione al suo nuovo eroe.

Peccato che quei 54 minuti resteranno gli unici in tre anni di permanenza in nerazzurro. Prima Costinha viene fermato da irrisolvibili problemi muscolari, poi progressivamente diventa un oggetto misterioso dello spogliatoio, con Ruggeri e Osti che contavano di recuperarlo, costretti ad arrendersi all'evidenza di un giocatore venuto in Italia praticamente per passare le vacanze.

Oltretutto decisamente ben retribuite: Costinha per tre anni ha guadagnato 750mila euro a stagione che, calcolatrice alla mano, equivalgono a un guadagno di 41666 euro per ogni minuto in cui ha visto il campo. Fortunati coloro che quel giorno erano al vecchio Comunale orobico!

Non è tutto: in considerazione del suo difficilissimo recupero, la società gli chiede la decurtazione dello stipendio. Secco il no di Costinha (noto nel corso della sua carriera per la gentilezza dei piedi come per la durezza dei modi: per informazioni chiedere a chi era in campo nella partita dei Mondiali 2006 tra Portogallo e Olanda), che anche quando torna abile ed arruolato non giocherà più. Nemmeno dopo l'addio di Delneri nel 2009 (destinazione Sampdoria) e l'arrivo di Gregucci prima e Antonio Conte poi, costretti ad alternare in cabina di regia Guarente, De Ascentis, Padoin e Caserta, ottimi giocatori ma portatori di borracce. In estate arriverà una nuova retrocessione, senza Costinha però: lui rescinde tempo prima. E nel messaggio mandato ai giornalisti, la Dea rinuncia alle classiche parole di rito e si limita a scrivere: "Risoluzione consensuale per Costinha. Ciao".

Il ricordo più nitido lasciato a Bergamo, oltre a quel 'quasi palo'? I completi dei più improbabili colori (ma firmati dalle più note boutique di Milano) e la sgargiante Lamborghini gialla che per tre anni ha fatto bella mostra nel parcheggio di Zingonia quando non scorazzava per le strade della Lombardia (finì anche in un servizio de 'Le Iene' per aver raggiunto delle velocità da shuttle).

Tre giorni dopo la rescissione con l'Atalanta diventa ds dello Sporting Lisbona, ma in tv critica società e tecnico e viene licenziato in tronco. Anche la successiva avventura al Servette dura poco, così torna a studiare e diventa allenatore: va male anche al Beira-Mar, che retrocede subito. Con il Paços de Ferreira perde i preliminari di Champions League contro lo Zenit di San Pietroburgo, stecca anche in Europa League (finisce nel girone anche con la Fiorentina) e evita una nuova retrocessione solo allo spareggio.

Risultati magri per il giocatore che guadagnava 41666 euro al minuto...