Quella volta che… Il popolo laziale fece cambiare idea a Cragnotti: "Signori non si tocca!"

La Lazio cede Signori al Parma e i tifosi biancocelesti insorgono bloccando la partenza del loro beniamino.
17.02.2018 09:00 di Gabriele Cantella  articolo letto 1097 volte
Beppe Signori
Beppe Signori

"Manca solo la firma, ma ho venduto Signori al Parma per 25 miliardi". La rivelazione di Sergio Cragnotti giunge inaspettata e sorprendente come un temporale il quindici di agosto. Fanno rumore le parole del patròn laziale, più rumore dell'esplosione di una granata. Nessuno è stato avvertito, neanche il diretto interessato, nemmeno il presidente Dizo Zoff.

E soprattutto non potevano immaginarselo i tifosi, che adesso, di fronte alla prospettiva di perdere il loro idolo, scendono in piazza per esprimere il loro disaccordo verso una decisione che suona come un tradimento da parte della società. Il popolo biancoceleste si riversa per le vie della Capitale, si mobilita tra via Novaro e via dei Cappuccini per dare voce al proprio dissenso.

Un'ondata di rabbia che si trasforma presto in violenza, travolgendo tutto e tutti: incidenti, disordini, caos in città. "Signori non si tocca!", il grido dei supporters laziali riecheggia feroce per tutta Roma. La protesta funziona, perchè Cragnotti, incredibilmente, ci ripensa, forse spaventato dall'impeto di una tifoseria guerrigliera che minaccia di mettere a ferro e fuoco una città intera.

Così, Zoff si presenta davanti a una selva di telecamere e microfoni per dare l'annuncio che tutti i tifosi attendevano trepidanti: "Posso comunicarvi che Signori viene tolto dal mercato e rimarra' qui almeno fino al giugno ' 98, secondo scadenza contrattuale. Cragnotti e' rimasto deluso dall' atteggiamento dei sostenitori, che non riescono a capire i suoi sforzi. La rinuncia al bomber gli sembrava utile al futuro rafforzamento della squadra. Amarezza comprensibile e il patròn sta addirittura pensando di lasciare il pacchetto azionario".

Decisione confermata più tardi dallo stesso Cragnotti, che nel mezzo del vertice con la dirigenza del club sbotta: "Tenetevi Signori, me ne vado io!". Intanto, Beppe Signori, dal Brasile,  fa sapere di essere allo scuro di tutto: "In tutta questa vicenda non ho responsabilita'. Io, Beppe Signori, non voglio casini perche' non sono stato certo io a chiedere di andarmene. Desidero restare a Roma, ho appena comperato casa, ho una bambina piccola, ormai conosco tutti, mi sono ambientato e mi trovo benissimo. Ripeto per evitare fraintendimenti, io voglio rimanere. Hanno fatto tutto loro e l' ultimo a saperlo sono stato proprio io. Volevo vincere qualcosa a Roma, con la Lazio, e comunque quello che decide sono io, non certo l' azionista di maggioranza o il presidente".

Poi, informato del dietrofront di Cragnotti, Beppe-gol giura amore ai suoi tifosi: "Non posso che essere contento di rimanere alla Lazio. Sono certo che ora i tifosi confermeranno con gli abbonamenti l'affetto dimostrato nei miei confronti. Ricordo che il nostro traguardo e' sempre stato quello delle 40.000 tessere. Sarebbe un altro segno dell' affetto per me e della gratitudine per Cragnotti".