Quando Sacchi convinse Berlusconi: "Presidente, mi compri Ancelotti e vinciamo lo scudetto!"

L'Arrigo nazionale racconta tutto nella sua autobiografia 'Calcio Totale'
10.02.2016 09:00 di Carlo Tagliagambe Twitter:   articolo letto 748 volte
Sacchi e Berlusconi
Sacchi e Berlusconi

A vedere i loro tre nomi accostati vicini si legge -tra le righe- la storia recente del Milan. Metti Silvio Berlusconi, Arrigo Sacchi e Carlo Ancelotti e -con sei parole- si rivedono 29 anni di trionfi e vittorie. Ma come è nato il sodalizio tra questi tre personaggi che hanno fatto la storia del club rossonere?

Ce lo racconta lo stesso Sacchi all'interno della sua biografia, scritta a quattro mani con Guido Conti, "Calcio Totale"

Andai dal presidente Berlusconi e gli dissi: "Mi compri Ancelotti, se arriva lui vinciamo il campionato". 
Insistevo: mi fidavo dell'uomo, aveva problemi ad un gionocchio ma la testa funzionava bene, era generoso, professionale e dava il massimo. Un esempio positivo per tutti. Un grande giocatore. Ma a Roma, si diveva, lo consideravano una 'sola'.
Il venerdì a mezzanotte mi chama Galliani per comunicarmi che con la Roma aveva trovato un accordo e che, se Berlusconi avesse detto di sì, lo avremmo comprato.

Sabato a mezzogiorno terminava il mercato. Era l'ultima occasione. Berlusconi si trovava a Saint Moritz. Gli telefonai.
"Mi compri Ancelotti, è un grande giocatore". 
"Ma come faccio a comprarle un giocatore che ha la funzionalità ridotta del 20 per cento?"
"Me lo compri, dottore". 
"Glielo ripeto: come faccio a comprarle un giocatore che ha funzionalità ridotte?"
"Ma dove sono queste funzionalità ridotte?" chiesi al presidente.
"Nel ginocchio" rispose lui.
"Il ginocchio non mi preoccupa, mi sarei preoccupato se le avesse avute nella testa".
Lo convinsi. Così comprammo Ancelotti.