Lo strillo di Borzillo - Pagelle, che passione: Nainggolan bocciato, Marotta da otto!

I voti dei nerazzurri a cura di Gabriele Borzillo
02.01.2019 13:11 di Redazione Calcissimo   Vedi letture
Lo strillo di Borzillo
Lo strillo di Borzillo

Ci siamo.

Abbiamo virato la boa di metà stagione, partita più partita meno (diciamo più meno che più senza troppa scaramanzia e grattatine varie), ed è già (per noi) tempo di consuntivi. Una specie di riassunto delle prestazioni da fine agosto ad oggi della rosa; nessuno escluso.

Seriamente, ma anche no.

Ricordando che i voti sono frutto di opinioni personali, pertanto assolutamente opinabili.

SAMIR; tra i pali è veloce e scattante come un puma, eccezion fatta per la dormita su tiro da distanza siderale di tale Under a Roma. Se deve uscire, e lo fa malvolentieri, è reattivo come un gatto spaparanzato sul divano. Detto ciò trovo che ce ne siano pochi, al mondo, migliori di lui. Quindi o prendono uno di quei pochi o me lo tengo stretto. 7-

SIME; sarò onesto, a costo di essere spernacchiato e messo alla gogna; mi aspettavo di più. Cioè, quando gioca vedi che ha un potenziale pazzesco. Ma si fa male un giorno sì e pure l’altro, spesso è timido come un quattordicenne coi brufoli al primo appuntamento e non ha continuità. Ripeto; forte è forte, negarlo sarebbe una bestemmia pallonara, ma da lui esigo altro. E può darlo. 6

D’AMBROSIO; il buon Danilo viene cazziato sui social e fatto passare per inadatto alla maglia nerazzurra. Dissento completamente. Che non sia Carlos Alberto o Roberto Carlos o Maicon mi pare evidente, ma D’Ambrosio è come il bianco alle pareti; sta bene con tutto. Se chiamato a difendere i colori lo fa con abnegazione e volontà. Insomma, il ragazzo si applica. 6,5

SKRINIAR; ma che gli vuoi dire? No, ripeto, ma che gli vuoi dire? Impressionante potrebbe definirlo in maniera corretta. Qualche sbavatura di tanto in tanto, ha ventitré dicansi ventitré anni, ce lo invidia tutto il mondo pallonaro escluso quelli che il mio centrale è più bravo; ma lasciamoli nel loro mondo fatto di principi, maghi, castelli e fattucchiere. Facciamo in modo che l’Inter rimanga la sua casa il più a lungo possibile. 7,5

DE VRIJ; inizia balbettando, l’impatto con l’Inter non è mai facile per nessuno. Poi, nemmeno troppo poco alla volta, scala le gerarchie spallettiniane e si impone. L’intesa col compagno di reparto si cementa sempre maggiormente, potrebbero diventare una delle coppie di centrali più forti del mondo. 7+

MIRANDA; era il terzo incomodo. Dico era perché appare evidente che il brasiliano verrà utilizzato col contagocce, vista la sicurezza che i due titolari offrono. Vorrebbe andarsene, ragionevolmente gli piacerebbe giocare e spazio, qui, non ne ha. Porta esperienza e capacità di districarsi in qualunque situazione, ma è lento. Mamma mia, quanto è lento. In un paio di circostanze viene saltato che neanche mio nipote piccolo quando giochiamo a pallone in giardino. 6

ASA; inizio che dici: ‘azz, finalmente un terzino sinistro che fa il terzino sinistro. Poi flessione lieve, poi meno lieve fino a giungere alla doppia prestazione altamente insufficiente (altamente è un eufemismo) con Juventus e, soprattutto, psv (minuscolo volutamente). Eppure ne ha giocate di partite importanti. Certo, se penso a come eravamo messi prima da quella parte…6-

DALBERT; sembra altra roba rispetto al campionato passato. Anzi, ad agosto era uno sperticarsi di lodi per le amichevoli pre-campionato. Credo abbia buoni margini di crescita; non sarà mai un fuoriclasse ma nemmeno il pacco, contro pacco e contropaccotto visto l’anno precedente. L’infortunio ne frena l’ascesa; non prepotente. Gradino dopo gradino, come salire il Niesenbahn,ma ascesa. 6

RANOCCHIA; lo stimo a prescindere. E mi interessa poco del giudizio della gente. Capitano silenzioso. 7

BORJA VALERO; che gli vuoi chiedere più di ciò che già fa? Gli imputano di andare a due all’ora ma ha trentaquattro anni, un miliardo di battaglie sul groppone, eppure riesce ancora a trasmettere fosforo ad un centrocampo altrimenti troppo muscolare. Si sacrifica per la squadra e antepone gli interessi del gruppo ai suoi. Per me è sì. 6,5

MARCELO; un anno fa, di questi tempi, era a Malpensa ad aspettare con le valigie in mano il primo volo per Siviglia. Spalletti ne bloccò la cessione, gli parlò faccia a faccia, gli consegnò le chiavi della squadra e lui ha ripagato mister e tifosi con una costanza da grande calciatore. Mi fanno sorridere quelli che sanno tutto e senza Modric e Rakitic il settantasette è scarso. Casomai senza il settantasette il centrocampo croato perde parecchio. Il nostro poi, senza di lui, è una nave trasportata dalla forza del mare. Lo adoro, anche quando stecca qualcosa. Motorino. 7,5

GAGLIO; mah. Mi vien da dire mah. Ha mezzi fisici importanti, è arrivato giocando per quattro mesi da veterano (ve lo ricordate no?) poi, al momento della consacrazione, si è involuto. Per me soffre anche il modulo, nel centrocampo a due lo vedo sacrificato; di certo, inutile stare a raccontarsi puttanate, è un investimento per adesso poco fruttuoso. 6-

VECINO; ok, l’ha presa a Roma il 20 maggio. Ok, l’ha presa con Tottenham il 18 settembre. Ok, non l’ha presa col Napoli il 26 dicembre (poi la prende Lautaro ma il suo velo è intelligentissimo). Ma, per il resto, incide poco,cross del derby a parte e sempre grazie a Donnarumma; riesco davvero a contare sulle dita di una mano le prestazioni di livello. È la pubalgia o è così? Imperscrutabile ed impenetrabile. Desidererei maggior garra. 5,5

NAINNGOLAN; no, non ci siamo proprio. Al netto della sfiga che, siamo onesti, lo ha perseguitato in maniera sufficiente. Per me puoi andare a donne, a giocare al casinò, puoi bere o fumare; poi, però, in campo devi rendere. Voluto fortemente da Spalletti e regalato al tecnico dalla proprietà sta disattendendo tutte le aspettative. Doveva essere l’uomo in più, per adesso è un peso. E che peso. Lo devono rimettere in pista, non è venuto a Milano per svernare. 3,5

JOAO MARIO; lo stavano (e stavamo) mettendo fuori rosa, visto l’atteggiamento passato e qualche intervista senza senso e senza logica rilasciata a destra e a sinistra. Oggi, sembra un paradosso ma non lo è, io lo metterei sempre in campo. almeno finché il fantasma di Radja non si degna di palesarsi. Si dà da fare, con tutti i limiti che ha. Ma è in possesso di una buona tecnica e tatticamente è intelligente. Recuperato alla causa. 6,5

CANDREVA; attaccante? Centrocampista? Difensore? Insomma, che fa il nostro Antonio? Di certo non ha scalato le vette del gradimento né da parte della tifoseria né, soprattutto, dell’allenatore. Ormai entra in campo saltuariamente e per qualche minuto. Credo la sua avventura nerazzurra sia giunta ai titoli di coda. Personalmente, chiedo scusa in anticipo, non mi strapperò le vesti. Ah, una cosa; mai, dico e ripeto mai, messa in discussione la sua professionalità. È che ha grossi limiti. 5+

POLITANO; sorpresa, senza aspettare l’uovo di Pasqua. Matteo entra in punta di piedi, chiede educatamente permesso, ma fa piazza pulita intorno a sé dopo un paio di mesi. Trottolino amoroso dududu dadada si danna l’anima, finisce quasi sempre in debito d’ossigeno, corre senza soluzione di continuità. Pecca, cercando il pelo nell’uovo (ma poi cos’è sta cazzata del pelo nell’uovo e, soprattutto, chi l’ha inventata? Di che malattia soffriva?), in fase conclusiva. Ma è giovane, guai a non riscattarlo. 7+

PERISIC; passare oltre no? No, non passiamo oltre. Perché, al solito pensierino della sera mio, Ivan svolge un lavoro oscuro che gli chiede Spalletti e noi umani non notiamo e non vediamo, abituati al Perisic goleador in grado di saltare l’uomo e creare superiorità. Questo lo giustifica, ma solo in parte; se è vero, è lo è, che il croato è il primo terzino quando difendiamo, sembra aver totalmente dimenticato l’arte della guerra in attacco. È un freccia rossa, fino ad ora però relegato al ruolo di regionale veloce. Nella seconda parte mi aspetto una sua crescita esponenziale. 5,5

KEITA BALDE; è partito in sordina. Va beh, sordina è pure troppo. Per qualche tempo non ne ha azzeccata una che fosse una. Niente in attacco, niente in mezzo al campo, niente in difesa. Totale, niente. A questo sommate una intervista nella quale si bullava di chiudere la stagione con una quindicina di rete e voilà, la frittata è completa. Ma il ragazzo ha talento, pure da vendere, ed ha improvvisamente deciso di darsi una mossa. Totale; quattro gol in poco tempo, avversari puntati e spesso saltati, rientri a centrocampo, tanta corsa e sbattimento. 6+

LAUTARO MARTINEZ; partito due volte titolare ha timbrato in entrambe le occasioni. Da subentrante è apparso spesso svogliato, lui che dovrebbe arare il campo coi denti quando ha la minima occasione. Certo, il gol al minuto novantadue contro il Napoli potrebbe avergli dato certezze che sembrava non conoscere. Deve imparare molto, il calcio europeo in generale è diverso da quello argentino o sudamericano. Ma non cadiamo nell’ovvietà del non sa difendere, sbaglia ancora i movimenti, quando piove e non hai l’ombrello ti bagni o domani è un altro giorno. Questo qui è forte vero. Sbaglierà ancora tanto, ma chissenefrega. 6,5

IL CAPITANO; com’è che era? Ah, si, voglio vedere in Champions cosa fa; lì mica incontri squadrette. Ecco, lo abbiamo visto. E mi sono francamente frantumato i coglioni di sentire idiozie; è un professionista a tutto tondo, primo ad arrivare ultimo ad andarsene, mai una parola su serate con bagordi chissà dove, foto con chissà chi. Si sta trasformando in un calciatore totale. A venticinque anni. Gioca per la squadra, a volte se la porta sulle spalle proprio. Ha una marcia in più, è un fuoriclasse. Il resto delle chiacchiere sta a zero, pure sottozero. Vuole bene ai nostri colori e lo dimostra intervista dopo intervista; poi, se volete credere al nulla che ogni tanto qualcuno racconta, credeteci pure. Vuole dieci milioni l’anno? Si cacciano dalle tasche. Senza se e senza ma. 8

SPALLETTI; ha grandi meriti, accompagnati da qualche balbettio qua e là. Bravo a recuperare giocatori scomparsi dai radar, bravo a centrare una qualificazione Champions che la Società chiedeva. Di tanto in tanto non convince nella gestione dei cambi e dà l’idea che manca sempre uno a far trentuno. Il bilancio personale del mister, però, non può prescindere dalla gestione forzata della rosa in Champions e dal valore generale di questa rosa. La qualificazione agli ottavi della massima manifestazione continentale è sfumata per una prestazione pessima, col braccino corto tipico di squadre in costruzione. In campionato, al netto dei Mariani e dei Manganiello, ha qualche peccato sulla coscienza ma più o meno galleggia dove si pensava potesse stare. Il lavoro di Spalletti andrà analizzato a fine stagione; per adesso lui guida l’Inter ed io sto con lui, nonostante di tanto in tanto mi faccia incazzare. 6

MAROTTA; gli do il voto solo per come ha affrontato l’affaire Nainggolan. Non siamo al dopolavoro ferroviario né in un film di Fantozzi. Ci sono regole e vanno rispettate. Come ti chiami è del tutto ininfluente. Così ragionano i gruppi vincenti, dove a nessuno è permesso di fare ciò che vuole. 8


Gabriele Borzillo