22 Dicembre 1973, Cruijff si arrampica in cielo e diventa l'olandese volante

Il Dio del calcio si manifesta sul campo attraverso il suo figlio prediletto, nel quale si è compiaciuto.
09.02.2019 11:00 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Cruijff in gol
Cruijff in gol

22 dicembre 1973, i campioni di Spagna in carica dell'Atletico Madrid sbarcano al Camp Nou per affrontare il Barcellona del fenomeno Johan Cruijff. I blaugrana non vincono il titolo da quattordici lunghissimi anni e per tornare ai fasti d'un tempo in estate hanno speso, e tanto, per costruire una squadra da sogno, che ha nel fuoriclasse olandese la sua punta di diamante.

Dopo tre coppe dei campioni consecutive con l'Ajax, il Profeta del gol si trasferisce in Catalogna, perché le sue profezie possano compiersi anche lì. Nel tempio del Barca, il Messia venuto dall'Olanda per condurre il popolo azulgrana fuori dalle tenebre, compie il miracolo, a pochi giorni da Natale.

L'Atletico si difende bene, il Barcellona non riesce a sfondare e appare assai difficile che il risultato possa schiodarsi dallo 0-0. Poi, d'un tratto, il miracolo. Il Dio del calcio si manifesta sul campo attraverso il suo figlio prediletto, nel quale si è compiaciuto.

Rexach galoppa sulla destra, un avversario gli si para davanti, ma lui lo mette a sedere con una finta e si libera per il cross. Il pallone attraversa l'area di rigore rojiblanca e spiove sul secondo palo, dove l'accorrente Cruijff si coordina, plastico, per la deviazione volante.

La palla è ancora alta, forse troppo, quando Johan la impatta con il tacco del piede destro, avviandosi su sè stesso in un istante senza tempo. Poesia in movimento. Per raggiungere quel pallone, Cruijff si è arrampicato in cielo, salendo i gradini di una scala invisibile. Da quel momento in avanti, Johan sarà per sempre l'olandese volante.