L'inostenibile leggerezza di... Andreas Andersson: storia di un bidone rossonero

Dopo aver a lungo inseguito Kennet Andersson, il Milan acquistò l'altro Andersson, Andreas, quello scarso!
 di Gabriele Cantella  articolo letto 969 volte
Andreas Andersson
Andreas Andersson

Dopo aver a lungo inseguito Kennet Andersson, rivelazione della Svezia a Usa '94, acquistato dal Bari nell'estate 1995, il Milan riesce infine a mettere le mani sull'altro Andersson, Alexander, centravanti del Göteborg, all'epoca ancora poco conosciuto, ma, dicevano, assai promettente.

Chi lo diceva, evidentemente, si sbagliava, dal momento che in rossonero Andersson vede il campo in appena 13 occasioni, risultando assolutamente inutile alla causa milanista e a volte addirittura dannoso. Di gol in Italia, Andreas, ne segna uno solo, all'Empoli, complice una colossale papera di Pagotto, che su un lancio lungo dalle retrovie esce goffamente smanacciando il pallone sulla testa di Andersson che quasi nemmeno s'accorge d'aver realizzato la rete della vittoria.

Poi più niente, il buio! Fortuna che al termine della stagione, il Newcastle abbocchi all'amo di Galliani, abile a rifilare agli inglesi un pacco con tanto di fiocco! E pensare che al suo arrivo a Milano, Andersson aveva osato scomodare paragoni quantomai ingombranti: "Nordahl? Spero di fare bene come lui. Cerchero' di fare meglio di Kennet Andersson e di dimostrare che il vero Andersson sono io". Era lui, Andrea, il vero bidone tra i due Andersson, nessun dubbio!