Bidoni del Calcio - Jardel, brasiliano triste

All'Ancona ancora oggi sorridono ripensando a Mario...
25.06.2015 16:40 di Thomas Saccani Twitter:    Vedi letture
Mario Jardel
Mario Jardel

Gennaio 2004, il presidente dell'’Ancona Pieroni ufficializza l’acquisto di Mario Jardel, meglio noto come Super Mario (soprannome coniato dai supporter del Galatasaray, sua ex squadra). Cinque volte capocannoniere della SuperLiga in Portogallo (42 gol in 30 partite nella stagione 2001/02 con lo Sporting Lisbona), due volte Scarpa d’'Oro, insomma un pezzo da novanta. Presentato come il salvatore della patria in occasione della sfida di campionato Ancona-Perugia, il brasiliano si cala subito nel personaggio, scendendo sul terreno di gioco “Del Conero” e palleggiando tra il tripudio dei presenti. Nedo Sonetti, una settimana dopo, decide di farlo debuttare nel big match a San Siro con il Milan, squadra che Jardel conosce bene visti i trascorsi in Champions League. Risultato: Milan-Ancona 5-0 con Jardel che vaga come un pollo abbandonato in mezzo al campo prima di essere sostituito da De Falco. Pieroni crede ciecamente nel suo bomber e, cacciato Nedo Sonetti, chiede a Giovanni Galeone di dargli fiducia. Il neo allenatore lo mette a dieta ferrea (si dice che fosse 15 kg oltre il proprio peso forma). Super Mario si intristisce e si perde nel nulla. In allenamento pare uno che non abbia mai giocato a calcio in vita sua, tanto che anche Galeone preferisce spesso mandarlo in tribuna per evitargli contatti con la squadra. Alla fine disputa quattro gare, un po'’ poche per uno che doveva salvare l'’Ancona (per la cronaca i dorici finiranno in B). Ma come è stato possibile? Come ha fatto uno abituato a segnare caterve di gol a diventare tanto brocco? Cibo e depressione, queste le risposte più gettonate. Più che discreta forchetta, il brasiliano ha sempre avuto qualche problema con la pesa.

Anche ai tempi in cui militava nelle fila dello Sporting, Super Mario abbondava con il cibo, tanto che più volte i dirigenti del club l'’avevano invitato a trattenersi. La mazzata finale era giunta, nel 2003, con la separazione dalla moglie, inizio di un vero e proprio calvario depressivo. In quel periodo Super Mario aveva anche deciso di smettere con il calcio, prima di tornare sui propri passi e tentare l’avventura in Premier League, al Bolton, dove viene messo anche fuori rosa. Insomma un periodo nero, culminato con l'’avventura, da dimenticare, all'’Ancona. E dire che, da giovane, Super Mario era piuttosto quotato in Brasile. Esploso nel Vasco prima e nel Gremio poi, aveva fatto faville in Portogallo, giocando a livelli sublimi sia nel Porto (1996/2000), sia nello Sporting Lisbona. Anche nel suo unico anno al Galatasaray (2000/01) aveva incantato (22 reti totali e la doppietta nella Supercoppa Europea vinta dai turchi sul Real Madrid per 2-1), confermandosi un signor attaccante. Poi, depressione, amata che se ne va (la bellissima Karen, idolatrata dal pubblico del Del Conero) e cibo in eccedenza e Super Mario diventa solo “Mario per gli amici”…...

“Finalmente in Italia. 10 anni fa dovevo venire al Milan ma poi è sfumato tutto. Ho accettato l’'Ancona perché so quanto la società e il presidente Pieroni credono in me. Questa squadra può ancora salvarsi…”...
“Corriere Adriatico” (19 gennaio 2004)