Carra...Armato Rossonero: Caro Milan ti scrivo, così mi distraggo un po'!

Il punto in casa Milan a firma di Alessandro Carra
31.12.2018 18:45 di Redazione Calcissimo   Vedi letture
Carra...Armato Rossonero: Caro Milan ti scrivo, così mi distraggo un po'!

Caro Milan ti scrivo così mi distraggo un po' e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Anche il 2018 è giunto al termine, un anno che per i colori rossoneri è stato abbastanza avaro di soddisfazioni a parte qualche raro lampo di luce che però non è sufficiente a lenire ai suoi tifosi le frustrazioni dopo la settima deludente e anonima stagione consecutiva.

Un anno che era iniziato in maniera super positiva con una serie di 8 vittorie in 9 partite in campionato e una risalita repentina verso una utopistica rimonta Champions. Gattuso pareva il nuovo leader carismatico tanto auspicato dopo anni a Milanello, i nuovi acquisti di punta Bonucci Biglia e Chalanoglu iniziarono a fornire prestazioni finalmente all'altezza della loro fama e il giovane Cutrone sembrava la reincarnazione in miniatura di SuperPippo Inzaghi. Fiore all'occhiello del primo esaltante trimestre fu la qualificazione alla finale di Coppa Italia dopo un'epoca semefinale vinta ai rigori in casa della Lazio.

Dopo tre mesi vissuti a mille la squadra ebbe un calo fisiologico e il progressivo allontanarsi del quarto posto hanno reso più altalenanti i risultati sia in Italia che in Europa. Il doppio confronto con l'Arsenal nella partita di ritorno sembrava però aver dato la consapevolezza al gruppo di potersela giocare con tutti alla pari se non tecnicamente almeno sul piano della voglia e della corsa. Il campionato scivolava stancamente con la conquista di un deludente sesto posto con relativa qualificazione nell'Europa meno blasonata, ma nella testa di squadra società e tifosi rimaneva ancora un obbiettivo concreto per rendere la stagione meno amara, la finale di Coppa Italia con la Juventus. Sugli spalti i tifosi rossoneri surclassarono di gran lunga gli avversari purtroppo il Milan restò in partita per soli 55 minuti prima di mollare clamorosamente subendo un umiliante cappotto per 4 0.

Inizia l'estate e nonostante sul campo non si giocasse, negli uffici di Casa Milan e in quelli UEFA di Nyon si disputava la partita dell'anno ovvero quella del futuro della società. Lo tsunami estivo spazza via la pseudo proprietà cinese con i suoi menestrelli Fassone e Mirabelli, mentre la squadra passò da un esclusione dalle coppe ad una discussa ma sacrosanta riammissione. La società passò di mano al fondo Elliott, in dirigenza si tornò a respirare aria di un Milan che fu con gli inserimenti in dirigenza di Leonardo e il rientro in pompa magna di Paolo Maldini. Il tempo e i soldi per fare mercato furono pochi, ma nonostante ciò i rossoneri riescono a portare a Milanello un colpo da novanta come Higuain pronto a interrompere la maledizione della maglia numero nove.

L'inizio della nuova stagione complice calendario e infortuni non è di quelli sperati e le prime critiche a società e soprattutto ad allenatore iniziano a inasprirsi. La squadra si riprende di colpo facendo delle difficoltà la sua maggior forza arrivando ai primi dicembre ad un insperato per le condizioni in cui si è arrivati quarto posto solitario, obbiettivo dichiarato di questa stagione. Sembrava che finalmente uno spiraglio di luce si fosse aperto in casa rossonera ma un dicembre pessimo, iniziato con la brutta figura europea eliminati dai modesti greci dell'Olimpiakos, un digiuno di nove partite di Higuain, Gattuso capo espiatorio di tutto e di tutti per colpe non solo sue, riportano il Milan e i suoi tifosi alla solita delusione e inquietudine che li ha caratterizzati nelle ultime annate.

In campionato chiudiamo l'anno al quinto posto a un solo punto dalla Lazio quindi dalla tanto sognata zona Champions. Si poteva fare di più, forse si o forse no l'importante è che l'ambiente a iniziare da noi tifosi non diventi volubile come il tempo ai tropici, esaltandosi alla prima vittoria e deprimendosi volendo cambiare tutto alla prima sconfitta o alla prima difficoltà. Questa squadra va seguita, questa maglia va onorata e amata tirando tutti nella stessa direzione poi a fine stagione calcistica tireremo le somme non certo ora quando siamo solo al giro di boa.

Quindi oggi 31 dicembre non evoco il solito vecchio saggio ma mi riaggancio a una vecchia ma sempre attuale canzone del compianto Lucio Dalla...."l'anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando è questa la novità".....Speriamo che anche il nostro amato Milan si stia preparando a un 2019 pari alla nostra storia e al nostro blasone. Buon anno a tutti e Forza Milan!! Firmato Il Milanologo