Quella volta che... Juve-Milan si giocò in Svezia, ma non sul campo...

I due club si "scannano" e, alla fine, a guadagnarci è il Diavolo...
 di Gabriele Cantella  articolo letto 54 volte
Nordahl e Parola
Nordahl e Parola

Juve-Milan, la madre di tutte le sfide, non si è sempre giocata a Torino. Già, perché una volta, lo scontro tra la Zebra e il Diavolo andò in scena addirittura in Svezia, anche se non sul campo, ma in una stanza d'albergo.

Avete capito bene, sì, in una stanza d'albergo, proprio così. È il 1949 quando una delegazione juventina e una milanista partono alla volta della Svezia per mettere sotto contratto l'attaccante danese Johannes Ploeger.

Giunto in hotel, l'inviato rossonero, il ragionier Giannotti, spossato dalle fatiche e dallo stress del viaggio, sale in camera, si butta sul letto e cade in un sonno profondo.

I dirigenti bianconeri approfittano della pennichella di Giannotti per convincere il giocatore a firmare per la Signora, beffando l'assonnata concorrenza, che, una volta, sveglia, andrà su tutte le furie, minacciando propositi bellicosi.

Così, per indurre il Milan a sotterrare l'ascia di guerra, la Juventus manderà al Diavolo un giovane talento appena opzionato, uno che di mestiere faceva il pompiere, ma aveva il gol nel sangue: Gunnar Nordahl.