27 maggio 1987, il tacco di Allah e la rivincita di Juary: Porto campione d'Europa, Bayern in ginocchio!

Una magia dell'algerino e un gol del brasiliano ex Inter regalano al Porto la sua prima Coppa Campioni.
04.12.2019 11:00 di Gabriele Cantella   Vedi letture
Il tacco di Allah
Il tacco di Allah

27 maggio 1987, il Prater di Vienna ospita l'atto conclusivo della Coppa dei Campioni. A giocarsi il massimo alloro europeo per club, il Bayern Monaco di Udo Lattek e il Porto guidato da Artur Jorge. I bavaresi si presentano all'appuntamento più importante della stagione senza il bomber Roland Wohlfarth, ma anche i lusitani devono rinunciare al loro attaccante più prolifico, la Scarpa d'Oro 1983 e '85, Fernando Gomes.

Lattek, unico tecnico assieme a Giovanni Trapattoni ad aver conquistato tutte e tre le coppe europee, può contare su una rosa altamente competitiva, nella quale spiccano, per classe e forza, i futuri interisti Matthaus e Brehme, mentre Jorge si affida al carisma del difensore e capitano, Joao Pinto, e alla fantasia del numero 10, Paulo Futre.

Il Bayern parte forte e dopo 25' passa in vantaggio, confermando le previsioni della vigilia, che lo vedevano come il grande favorito. Rimessa di Brehme da sinistra, il difensore portoghese Magalhaes allunga  la traiettoria del pallone verso l'accorrente Kogl, che di testa beffa il portiere Mlynarczyk, non perfetto nell'occasione.

Si va a riposo con i campioni di Germania avanti di un gol, ma nell'intervallo Jorge azzecca la mossa che cambia la storia del match: fuori il centrocampista Quim, dentro l'ex attaccante di Avellino e Inter, Jury. E proprio il brasiliano sarà il grimaldello grazie al quale il Porto riuscirà a scassinare il catenaccio tedesco.

Nel breve spazio di 2 minuti, dal 78' all'80', Juary lascia la sua impronta indelebile su una partita che pareva decisa. Prima stoppa un pallone nell'area di rigore avversaria e, con un tocco che scavalca il portiere in uscita, serve Madjer spalle alla porta: l'algerino tira fuori dal cilindro un colpo di tacco da far invidia alle magie di Harry Potter e deposita la palla nella porta sguarnita.

Se è vero che, cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia, invertendo i ruoli di Juary e Madjer, l'esito dovrebbe rimanere uguale... E così è infatti: Madjer fugge via sulla sinistra, mette a sedere Winklhofer e crossa in mezzo con il mancino, Pfaff abbozza l'uscita ma non arriva sul pallone che spiove sul secondo palo verso l'accorrente Juary che di ginocchio lo appoggia in rete. La rimonta è completa, il Porto è campione d'Europa per la prima volta nella sua storia.