Ventura è solo la punta dell'iceberg: l'Italia non è più quella d'un tempo! Tra calciatori mediocri, presunti fenomeni e vecchie cariatidi, una squadra impresentabile!

 di Gabriele Cantella  articolo letto 103 volte
Azzurri in ginocchio
Azzurri in ginocchio

Facile oggi prendersela con Ventura, bersaglio inerme, capro espiatorio perfetto per chi su quella  panchina ce lo ha messo. Se il cittì deve andare a casa, e beninteso deve andarci, altrettanto dovrebbe fare Charlie Tavecchio, il presidente federale più macchiettistico della storia!

Chi si aspettasse le dimissioni del padre di 'Opti Pobà', si metta il cuore in pace perché quelle dimissioni non arriveranno mai! Al netto delle innegabili responsabilità della premiata ditta Tavecchio-Ventura, che a molti ricorda la coppia Jim Carrey-Jeff Daniels in una esilarante commedia di qualche anno fa, appare evidente, anzi abbagliante, la profonda inadeguatezza del materiale umano a disposizione del commissario tecnico, un campionario di calciatori mediocri, presunti fenomeni e vecchie cariatidi raggrinzite.

Duole veder piangere Buffon, per l'uomo che è e il campione che è stato, dispiace che uno come Barzagli debba chiudere così la sua avventura in maglia Azzurra, ma è opportuno sottolineare come entrambi avrebbero potuto sottrarsi a un epilogo del genere, se soltanto avessero fatto un passo indietro al momento giusto.

Purtroppo non tutti sanno ascoltare il proprio fisico e coglierne i segnali, per quanto inequivocabili, in pochi comprendono quando dire basta. E' difficile dire basta, ma tanto Buffon quanto Barzagli avrebbero dovuto farlo da tempo, lasciando spazio ai giovani.

Quali giovani? Donnarumma tra i pali, Caldara, Rugani e Romagnoli in luogo della defunta BBC! Capitolo a parte meritano i fenomeni presunti, a cominciare da quel Marco Verratti che tutti aspettiamo da tempo immemore come il Messia, ma che non arriva mai come Godot!

Il dubbio che sia stato troppo in fretta e imprudentemente etichettato come fuoriclasse sorge legittimo: qualcuno ricorda una sola occasione in cui abbia fatto la differenza in maglia Azzurra? No, non la ricordate, semplicemente perchè non è mai accaduto!

E che dire poi di Immobile, di nome e di fatto, il capocannoniere della Serie A, l'erede di Chinaglia in biancoceleste, incapace di inquadrare lo specchio della porta svedese in 180 minuti! Non è un fenomeno, Immobile, non lo è mai stato e mai lo sarà! Ha fallito nel Borussia Dortmund e nel Siviglia, ma calato nel contesto tecnicamente povero e poco competitivo del nostro campionato anche uno come lui fa bella figura!

Idem per Belotti, attaccante come se ne trovano in giro tanti, sopravvalutato dall'opinione pubblica e ipervalutato da un Presedente, Cairo, che per lui chiede 100 milioni, ma non ne incasserebbe neppure un quarto! Infine, il limbo dei mediocri, quelli che la maglia della Nazionale non l'avrebbero vestita neppure in sogno fino a qualche anno fa: Candreva, che non ha ancora imparato a crossare a trent'anni suonati, Parolo, che sa far tutto, ma non eccelle in niente... Chi salvare, dunque? Da chi ripartire? Da Insigne, Bernardeschi, Jorginho, Florenzi e forse Bonucci... Purché il capitano del Milan sostituisca i fatti agli abituali e ormai stucchevoli proclami.